Potenza, chiusura scale mobili “Prima”: “Servono certezze, non rinvii”
Lo Spi Cgil: “condizione inaccettabile, che certifica il fallimento delle scelte fin qui compiute e il venir meno di impegni assunti pubblicamente soprattutto da parte delle istituzioni regionali”
“Sulla vicenda della scala mobile prima di Potenza siamo ormai in una condizione inaccettabile, che certifica il fallimento delle scelte fin qui compiute e il venir meno di impegni assunti pubblicamente soprattutto da parte delle istituzioni regionali”. È quanto dichiara Michele Sannazzaro , segretario generale dello Spi Cgil Potenza. “Parliamo – prosegue – di un’infrastruttura strategica e insostituibile per la mobilità del capoluogo, utilizzata quotidianamente da lavoratori, studenti e soprattutto da anziani, in una città segnata da forti criticità del trasporto pubblico locale. Chiuderle definitivamente significa alimentare disagi sociali e isolamento.
Come Spi Cgil ritienuamo gravissimo che, a fronte di risorse più volte annunciate e di una proroga già concessa per l’adeguamento obbligatorio dell’impianto giunto a fine vita, non esista ancora un cronoprogramma certo dei lavori, con date chiare di avvio e di riapertura.
Le forze politiche non possono oggi rimangiarsi gli impegni presi. Occorre dire con chiarezza ai cittadini se e quando l’impianto verrà riqualificato e rimesso in funzione. L’assenza di decisioni rischia di trasformare una chiusura temporanea in una chiusura definitiva, con lo smantellamento di fatto di un servizio pubblico essenziale.
Qualora si dovesse procedere alla chiusura dell’impianto, chiediamo al Comune di individuare immediatamente un servizio alternativo che garantisca gli stessi collegamenti, allo stesso costo del biglietto delle scale mobili, senza scaricare ulteriori oneri su cittadini e fasce più fragili, a condizione che le soluzioni tampone non diventino strutturali. Serve subito un cronoprogramma pubblico, con l’indicazione delle risorse, dei tempi di realizzazione dei lavori e delle date certe di riapertura. Solo così si potrà evitare che servizi sostitutivi diventino definitivi e che un’opera fondamentale per la mobilità urbana venga progressivamente abbandonata.
La Regione Basilicata – conclude Sannazzaro – ha una responsabilità politica e istituzionale verso il capoluogo e i suoi cittadini. Non rispettare gli impegni assunti sarebbe un segnale gravissimo, soprattutto verso gli anziani, che pagherebbero il prezzo più alto di questa inaccettabile incertezza”.


