“Quanto petrolio lucano è stato venduto a Israele?”
Il deputato del M5S Lomuti presenta un’interrogazione: “I lucani non possono essere partecipi alla fornitura di carburante utilizzato per lo sterminio di un popolo inerme”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del deputato lucano del M5S, Arnaldo Lomuti.
“Recentemente alcune Ong come Recommon, e il collega Danilo Della Valle, hanno riportato notizie inquietanti circa la vendita di petrolio e suoi derivati a Israele, almeno durante il 2024.
In particolare, il petrolio lucano è stato oggetto di controversie e proteste recenti (settembre/ottobre 2025) a Taranto, perchè caricato su petroliere destinate al porto israeliano di Ashkelon per alimentare, secondo le accuse di sindacati, associazioni e comitati, l’aviazione militare israeliana.
Eni, con la partecipazione di Shell è la compagnia petrolifera, responsabile del progetto Val d’Agri ed ha collaborazioni anche con società israeliane come la Delek Group, una delle più grandi aziende energetiche israeliane che figura nella lista nera delle Nazioni Unite per il fatto di operare nei territori palestinesi occupati Illegalmente;
Il codice etico di Eni, nel punto “Rispetto e tutela dei diritti umani” recita testualmente: Operiamo nel rispetto della dignità delle persone e dei Diritti Umani e richiediamo lo stesso impegno a tutti i nostri partner. Assicuriamo un ambiente di lavoro inclusivo che valorizzi l’unicità e la diversità quali risorse fondamentali per lo sviluppo dell’umanità.
Eni, quale azienda a partecipazione pubblica e in base a quanto enunciato nel suo codice etico, dovrebbe sottostare a rigidi controlli in materia di violazione dei diritti umani.
Abbiamo diritto a sapere quanto petrolio italiano e lucano, sia stato venduto a Israele, compresi i suoi derivati. Dobbiamo sapere se questo commercio è continuato nel 2025 e quale sia stato il contributo ai crimini del Governo di Netanyahu sui palestinesi mediante le nostre riserve minerarie.
In Israele è andato solo petrolio della Val d’Agri o anche da altri giacimenti lucani? Chi vigila sul rispetto del codice etico di Eni? Ora che anche l’Onu ha riconosciuto il genocidio israeliano sul popolo palestinese, quale azioni prenderà il governo italiano per prevenire questi rapporti che imbarazzano l’intero popolo lucano e italiano? Eni dovrebbe interrompere i rapporti con società israeliane come la Delek group.
Quanto riportato, non comporta soltanto una violazione del codice etico di Eni ma anche di norme internazionali. I lucani non possono essere partecipi alla fornitura di carburante utilizzato per lo sterminio di un popolo inerme. Meloni non usi il petrolio lucano, già sporco della disperazione e dei disastri ambientali consumatisi in Basilicata, per fomentare nuovi disastri e nuovo sangue. Quanto accaduto ha bisogno di massima chiarezza, a partire dai suoi responsabili. Responsabili che vanno condannati non premiati”.


