Sciopero Cgil, Melfi. Gli operai: “Noi siamo uniti, le parrocchie sindacali no”
Forti e perentorie le parole dei lavoratori Pmc ed ex Tiberina, che hanno aperto il lungo corteo a San Nicola. “Rimarremo uniti e resisteremo in presidio, anche a Natale”
Sono gli operai Pmc ed ex Tiberina ad aprire il lungo corteo che sfila nell’area industriale di San Nicola di Melfi, nel giorno dello sciopero nazionale indetto dalla Cgil. Non è una scelta causale quella di tenere in testa al corteo lavoratori che ormai dal 13 ottobre (Pmc) presidiano i cancelli, vivono (e dormono) in tenda per rivendicare “il diritto ad essere internalizzati anche loro da Stellantis” in assenza di nuove commesse. Come i loro colleghi ex Tiberina, anche loro ormai quasi a secco di commesse Stellantis e in presidio permanente ai cancelli dell’azienda dai primi di novembre. E le parole di Donato Auria (Pmc), mentre gli altoparlanti alternano “Could you be loved” di Bob Marley e l’mmancabile “Bella ciao”, suonano come un monito ad una “unione sindacale” che almeno in questa giornata, non si percepisce.
“La manifestazione fatta oggi proprio a San Nicola è un buon segnale, va bene – scandisce – ma dobbiamo registrare che ancora una volta mancano gli altri sindacati e questo non va bene”. Chiediamo di chiarire meglio il concetto. “Noi operai siamo uniti – risponde a muso duro – facciamo insieme i presidi, sebbene con diverse tessere, mentre le parrocchie sindacali no, sono divise, e questo fa male e disorienta anche gli operai”. Nel frattempo, con lo sguardo già proiettato alle prossime festività, il combattivo promotore dei presidi all’Indotto, non ha dubbi: “Saremo in presidio e in tenda anche a Natale, resisteremo, dobbiamo resistere fino a quando non arriveranno risposte e lavoro, ne va del nostro futuro”.
Annuisce anche Donato Gentile, della ex Tiberina, delegato Fiom. Anche per lui e suoi colleghi il giro di lancette appare vicino. Maggio 2026, poi un anno di Cassa integrazione e nient’altro. “Dagli incontri al Ministero non sta emergendo per ora niente di concreto – osserva – quindi resisteremo, in attesa di novità, di certo non è l’anno di Cassa integrazione il nostro obiettivo, quello è solo un po’ di ossigeno. E’ il lavoro che ci vuole, e che manca…”.
Sono le 10. Parte il corteo, dall’Indotto. Dal piazzale antistante Stellantis Plastic shop, attraversa i due presidi permanenti (Pmc ed ex Tiberina) a forte valore simbolico. Si dirigerà davanti allo stabilimento centrale, dove parleranno i segretari e lo sciopero seguirà la sua liturgia. Mentre il corteo sfila davanti alla Pmc colpisce però un manichino, appeso ai cancelli. “Ci hanno lasciato in mutande”, recita la scritta impressa. E’ simbolico, cattura l’attenzione, come le numerose bandiere rosse della galassia Cgil, piovute a San Nicola da tutta la regione, nel giorno dello sciopero nazionale. Ci sono anche alcuni rappresentanti politici regionali della sinistra, ma appaiono appena più defilati. Non sono loro, oggi, a catturare la scena.





