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Turbativa d’asta, richiesta di archiviazione per Donato Macchia
Donato Macchia

L’inchiesta partita da Potenza e poi trasferita per competenza territoriale a Roma. La Procura capitolina ha ritenuto infondata l’accusa nei confronti dell’imprenditore e patron del Potenza calcio

“Lo scorso ottobre, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha richiesto l’archiviazione del procedimento penale a carico di Donato Macchia, patron del Potenza Calcio e titolare dell’omonimo Gruppo di imprese leader nel settore delle rinnovabili in Basilicata, ritenendo infondata l’accusa di turbativa d’asta originariamente formulata nei suoi confronti per la partecipazione ad una gara svoltasi nella capitale nel 2020, volta all’assegnazione di un lotto di terreni messi a bando da Ismea (l’Istituto dei Servizi per il Mercato agricolo e Alimentare). La richiesta di archiviazione giunge al termine di un lunghissimo iter procedimentale, caratterizzato da problematiche di competenza territoriale. Il fascicolo, infatti, era stato aperto dalla Procura di Potenza, nonostante l’incompetenza di quest’ultima fosse stata accertata da ben tre autorità giurisdizionali, nell’ambito di un procedimento cautelare avviato nel 2022 e culminato con una sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 2023, che ha smentito la prossimità dell’imprenditore alla criminalità organizzata cos’ come ipotizzato dalla Procura di Potenza. Sul finire del 2024 gli atti sono stati trasmessi da Potenza alla competente Procura capitolina, che ha chiesto l’archiviazione delle accuse nei confronti di Macchia.