Logo
Vertenza Smartpaper: “Siamo con un piede già fuori. Trattati come spazzatura”
Un presidio dei lavoratori e delle lavoratrici Smartpaper (immagine di repertorio)

Sotto voce, le parole di chi sta “contando” i giorni. “Ci hanno smembrati, siamo divisi in due blocchi, 400 a Tito, 400 a Sant’Angelo Le Fratte, ma viviamo la stessa angoscia di rimanere senza lavoro”

“Siamo in un limbo bruttissimo, ciò che abbiamo capito è che tra un po’ Smartpaper scomparirà”. Dovremmo essere alla viglia di Natale, e tanti lavoratori ultraquarantenni dovrebbero garantire una “festa lieta” a figli e famiglia. Invece per gli 800 addetti di Smartpaper la situazione è “drammatica, contiamo i giorni ormai”. A parlare, sotto voce, è un dipendente dell’azienda che sino a luglio operava in (uno dei due blocchi) Smartpaper (appalto Enel).

“La verità è che nessun organo di stampa ha compreso bene come la situzazione sia peggiorata ulteriormente nell’ultima settimana”. Bene, allora proviamo a fare ordine. “I primi, sulla graticola, siamo stati noi dell’appalto Enel”. Parliamo dei lavoratori che operano prevalentemente nella sede di Tito Scalo e che per un quindicennio sono stati relativamente tranquilli. “Per noi si è prospettato un cambio di appalto, aggiudicato da Accenture/Datacontact, a luglio”. E come raccontato su queste pagine già in precedenza, ai lavoratori suddetti è stato prospettato “un cambio di sede” da Tito Scalo “a Matera”, “Bari” o altra sede, e un cambio anche di contratto da Metalmeccanico a Telecomunicazioni. Per loro sussiste la “clausola sociale” per cui nessuno dovebbe teoricamente essere “licenziato”, ma questa storia, che pende, oltretutto, al Ministero (Mimit) come vertenza nazionale, è ancora tutta da “chiarire”.

Ma oltre ai “400 del cambio di appalto”, da un paio di mesi, a finire sotto tiro sono anche gli altri “400 lavoratori”, sempre d Smartpaper, operanti per lo più nella sede di Sant’Angelo Le Fratte, e il cui futuro, ad oggi, resta appeso ad una piccola multinazionale spagnola, la Teknei, di cui si conosce solo la provenienza “basca”, non avrebbe altre committenze italiane, dovrebbe rilevare “un ramo d’azienda” Smartpaper, ma avrebbe garantito, notizia di qualche giorno fa, solo due anni di lavoro. “Viaggiamo a due velocità, 400 da un lato, 400 dall’altro, tutti colleghi, e tutti sulla stessa graticola, perché Smartpaper sta saltando. Viviamo contando i giorni, come in un limbo, potremmo cadere da un momento all’altro e dobbiamo solo toccare ferro e fare scongiuri”.

C’è un passaggio anche sul perchè le cose siano andate in questo modo. “Su quelle che siano state le responsabilità di un simile tracollo – risponde sibillino il dipendente – ci sarà tempo, ma prima o poi verranno fuori, emergeranno”. Ma passiamo ora allo stato d’animo con cui si affrontano questi momenti: “Lo stato d’animo è pessimo – rincara la dose il lavoratore Smartpaper – con uno sguardo sempre al portafoglio, dovremmo scioperare ad oltranza ma non lo facciamo perchè pensando già a un futuro potenzialmente senza stipendio, nessuno vuole compromettere anche quello attuale”. E allora il punto di caduta non può che essere uno: “E’ uno stallo, è uno sconforto, siamo due facce dello stessa medaglia, smembrati, trattati come spazzatura, e non ci sono altre parole”. Solo “speriamo bene”.