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A Matera trovato morto un altro carabiniere: che sta succedendo?
Foto di repertorio

Lavorava nella Centrale Operativa. L’episodio a poco più di un mese dal caso del comandante della stazione di Tursi

A Matera trovato morto un altro carabiniere. Si tratterebbe di un maresciallo che lavorava nella Centrale Operativa. Anche in questo caso si sarebbe trattato di un gesto volontario. Una notizia che arriva nelle prime ore del 2026.  Poco più di un mese fa a Tursi è stato trovato morto il maresciallo comandante della stazione, aveva 31 anni .

Che sta succedendo nell’Arma a Matera? Voci parlano di problemi ignorati dai vertici. Di disagi personali a cui nessuno pare avrebbe dato ascolto. Sul comandante della stazione di Tursi sarebbe stato aperto, ma non vi è conferma ufficiale, un fascicolo.

Sull’ultimo caso, il Portale di informazione Infodifesa.it parla di un “collega conosciuto e stimato che negli ultimi tempi aveva vissuto una vicenda professionale complessa, fonte di forte disagio personale.” Sulla vicenda – si legge sul portale di informazione per il comparto sicurezza e difesa – erano state effettuate segnalazioni informali agli uffici preposti. Lo stesso maresciallo aveva attivato i percorsi gerarchici previsti, nel rispetto delle procedure interne. Nonostante ciò, la situazione non aveva trovato soluzione”. Ad oggi dunque sappiamo che esistono situazioni legate a vicende professionali cause di disagi personali che possono aver coinvolto gli uomini dell’Arma. E’ legittimo il riserbo intorno alle vicende. Tuttavia, il Portale non nasconde che “la morte del maresciallo riporta l’attenzione su un contesto in cui le dinamiche burocratiche e organizzative faticano talvolta a intercettare e comprendere il disagio del personale, soprattutto quando questo non emerge in modo evidente dagli atti informali”.

Sui due episodi dell’ultimo mese qualcuno parla di un “sistema Matera” che coinvolge alcuni ufficiali e carabinieri implicati in “situazioni poco chiare.” Quali sarebbero queste situazioni poco chiare è difficile da ipotizzare.

Pare che all’inizio di dicembre sia circolata una lettera anonima contenente i nomi dei responsabili e dei gradi coinvolti con cui si farebbe riferimento a situazioni gravi e circostanziate. La missiva sarebbe stata inoltrata agli alti comandi nazionali dell’Arma e all’Autorità anticorruzione. Il presunto anonimo estensore avrebbe concluso la lettera con parole profetiche: “si intervenga subito prima che accadano altre tragedie”. Continueremo a seguire la vicenda per quanto sarà possibile tra legittime cautele e documenti riservati.