Basilicata. Tra sanità pubblica e privata non si capisce niente: a pagare sono i cittadini
Il diritto alla salute soccombe alla forza del profitto e agli interessi di alcuni esponenti politici: dall’ospedale privato a due passi dal San Carlo a tutto il resto
Ricordate l’ospedale privato nato a due passi dal San Carlo a Potenza? E’ stato inaugurato il 25 settembre scorso. E’ aperto. C’è il sito che ci fornisce tutte le informazioni con il solito linguaggio commerciale. La clinica è progettata per unire modernità, funzionalità ed efficienza: percorsi chiari, ampi spazi dedicati all’accoglienza e un’offerta specialistica di alto livello.
Ma c’è di più: Policura Hospital offre cure specialistiche di qualità, attraverso un team di professionisti qualificati e tecnologie diagnostiche avanzate. All’interno della struttura sono attivi i seguenti servizi: accettazione sanitaria e amministrativa, attività chirurgica con relativo blocco operatorio, reparti di degenza, diagnostica per immagini, medicina di laboratorio, ambulatori specialistici, servizio mortuario, assistenza religiosa. Clicca qui per scoprire le meraviglie della clinica nata dalle ceneri della ex Luccioni.
Ricordiamo le dichiarazioni rilasciate al momento dell’inaugurazione: La nuova struttura contribuirà anche a ridurre i tempi di attesa per visite ed esami…rafforza l’integrazione con il Servizio sanitario regionale, eccetera. Peccato che “tutte le prestazioni sono erogate in regime di libera professione a pagamento”. E’ una clinica esclusiva per chi può permettersi di pagare?
Come al solito, anche al Policura Hospital, come accade nel mondo dei poliambulatori e delle cliniche privati, i medici in maggioranza o sono pensionati e provenienti dal servizio pubblico, o provenienti dal servizio pubblico e ancora attivi. Abbiamo ex primari del San Carlo, ed altri che in qualche modo hanno avuto rapporti professionali con il San Carlo. Abbiamo un ex del Crob di Rionero, altri ex e non ex in forza all’Asp, All’Asm o ad altre strutture pubbliche di fuori regione. Quasi tutti offrono o hanno offerto prestazioni specialistiche in altri poliambulatori privati.
A fare un giro sul web sembra che alcuni medici siano dei veri e propri “Rambo” delle prestazioni. Con i loro fitti calendari di visite passano da un poliambulatorio all’altro con una facilità formidabile. Alcuni di loro sono “ingaggiati” da più di una struttura privata. E altri fanno la spola tra il servizio pubblico e quello privato e viceversa. E non parliamo soltanto della Policura Hospital, ma anche della Geomedical di Lauriae di tutte le altre. Alla Geomedical è ingaggiato anche l’urologo presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Marcello Pittella che a sua volta ha un nutrito studio medico molto simile a un ambulatorio privato specialistico.
E’ inutile nascondere la realtà. C’è carenza di medici. E dunque non solo le strutture pubbliche, ma anche quelle private devono barcamenarsi in un mercato di specialisti sempre più complicato. E perciò bisogna condividere il tempo a disposizione dei medici. Per esempio, Il cardiologo del poliambulatorio privato Pinco Pallo è lo stesso del poliambulatorio Pinco Pallino. E’ solo un esempio estendibile ad altre branche specialistiche. Il ricorso a pensionati e a tirocinanti è comunque necessario. Non c’è da sorprendersi se tra le diverse strutture private e tra queste e quelle pubbliche ci sia una feroce concorrenza nell’acquisizione di medici specialisti.
Alcuni medici a volte sono motivati da ragioni molto prosaiche. Un primario in pensione qualche anno fa rispondendo alla domanda cosa farai quando andrai in pensione? Afferma: “spero di passare a un incarico organizzativo, altrimenti mi dedicherò all’agricoltura produttiva … per ragioni politiche e sociali ho scelto un lavoro pubblico, al servizio totale del paziente e non del cliente”. Quel primario ora in pensione, lavora in una struttura privata al servizio del “cliente”. L’agricoltura può aspettare.
Sono decine e decine le strutture sanitarie private in Basilicata, tra poliambulatori, cliniche, ambulatori, accreditate o meno, convenzionate o meno. Molte di loro forniscono prestazioni di base sovrapponibili a quelle fornite dal servizio pubblico. Al punto da chiedersi quale valore aggiunto si ricava dalla loro presenza.
Se proprio dobbiamo, c’è bisogno di una vera sanità privata che aggiunga valore e che fornisca prestazioni che il pubblico non può garantire e che fornisca servizi ad alta specializzazione e innovazione tecnologica. Una sanità privata che agisca una competizione interna al “mercato” dei servizi a pagamento e che non entri in concorrenza con il pubblico. Perché il privato o è complementare e integrato con il servizio pubblico o non fa altro che drenare risorse e danneggiare il pubblico già abbondantemente danneggiato da se stesso.
Siamo tra quelli che non gradiscono la deriva mercantile dei servizi per la salute. La crescente privatizzazione della sanità non è un bene e non garantisce il libero accesso alle prestazioni, per cui siamo alle solite: si scava il solco tra chi può pagare e chi non può. Qui in Basilicata tra pubblico e privato c’è molta confusione. Bisogna mettere ordine in funzione della qualità del servizio sanitario e dell’accessibilità universale alle cure e alle prestazioni.
Al momento, diciamolo, non si capisce niente. Anche perché non è chiaro quanti politici abbiano interessi nella sanità privata e quanti tutelano quella pubblica. Tuttavia, è chiaro che pezzi importanti della politica hanno le mani in pasta nella gestione degli interessi propri sia nel pubblico che nel privato. Il problema è tutto qui.
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