Caro Lagonegro, oggi ti scrivo con la ruspa nel cuore
“Oggi ti scrivo con una ruspa parcheggiata nell’anima e un po’ di polvere negli occhi. Perché mentre altrove i politici si tengono stretta la poltrona anche con lo scotch marrone del supermercato, da te succede il contrario: un sindaco che si leva pure il tetto pur di non levare dignità al Comune”
Cara Lagonegro,
oggi ti scrivo con una ruspa parcheggiata nell’anima e un po’ di polvere negli occhi. Perché mentre altrove i politici si tengono stretta la poltrona anche con lo scotch marrone del supermercato, da te succede il contrario: un sindaco che si leva pure il tetto pur di non levare dignità al Comune.
Sì, perché Salvatore Falabella, invece di fare come fanno in tanti — cioè “io non so, io non c’ero, io non firmo, io ricorro, io rinvio” — ha fatto una cosa stranissima: si è preso la responsabilità e ha acceso la ruspa. Una scena che in Italia è più rara di un autobus puntuale.
Ora, chiariamoci: non stiamo parlando di una villetta con piscina a forma di dollaro. Parliamo della casa di famiglia. Di ricordi. Di muri che non erano solo cemento, ma fotografie appese e voci che rimbombano. Eppure: giù tutto. Perché quando sei sindaco non puoi permetterti neanche l’ombra dell’ombra del dubbio. E mentre lui buttava giù i muri, qualcun altro costruiva… sospetti.
Costruiva pressioni. Costruiva chiacchiere da bar istituzionalizzate. Un’opposizione che invece di portare proposte portava faldoni. Invece di idee portava rumore. Invece di fare politica faceva usura emotiva: ti stanco, ti logoro, ti tengo sotto stress finché crolli.
Ed eccolo lì il crollo. Ma non morale. Strutturale. Ora c’è chi applaude. Come quando cade qualcuno sul ghiaccio e invece di chiedergli “ti sei fatto male?” gli dici “eh però camminavi male”. Una vittoria un po’ triste, diciamolo. Perché festeggiare una casa abbattuta non è proprio il massimo del curriculum politico.
La verità è che questa storia fa venire una domanda grande come un condominio: ma la politica deve governare o fare pressione psicologica h24? Deve amministrare o mettere il cronometro sullo stress degli altri?
Falabella ha scelto la strada più difficile: pagare di persona per non far pagare il Comune. Una roba quasi romantica. Da film in bianco e nero. Da specie in via d’estinzione.
E allora cara Lagonegro, tienitelo stretto questo momento. Perché non capita spesso di vedere uno che invece di dire “non è colpa mia” dice “me ne faccio carico”. Anche se costa caro. Anche se fa male. Anche se lascia macerie. Perché le case si ricostruiscono. La dignità politica, quando cade, molto meno. LETTERA FIRMATA




