Il 2026 comincia male: Il Venezuela violentato dal bullo americano
Oggi più che mai è indispensabile un risveglio della società civile mondiale
“Gli Stati Uniti d’America hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolas Maduro, che è stato catturato e portato fuori dal Paese insieme alla moglie” ha scritto il presidente degli Stati Uniti. Prima ancora Maduro avrebbe dichiarato che “Il Venezuela respinge, ripudia e denuncia la gravissima aggressione militare perpetrata dagli Stati Uniti contro il territorio e la popolazione venezuelani, nelle località civili e militari di Caracas e negli Stati di Miranda, Aragua e La Guaira intorno a Caracas”. Il presidente Maduro aveva quindi invitato “tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare i piani di mobilitazione”. “L’obiettivo di questo attacco – dichiarava Maduro – non è altro che impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del petrolio e dei minerali, nel tentativo di spezzare con la forza l’indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno”.
Ebbene, al momento pare che gli “sceriffi del Mondo” abbiano avuto la meglio sui proclami di Maduro. Il presidente del Venezuela nei giorni scorsi aveva offerto un’apertura al dialogo. Ma niente. Trump ha portato a termine la sua personale aggressione contro uno stato sovrano. Con la scusa della lotta ai trafficanti di droga
Ciò che sorprende, ma si fa per dire, è la reazione di Mosca: “Il diritto internazionale è stato chiaramente violato e l’ordine stabilito in questo modo non dovrebbe prevalere”. Come se l’aggressione all’Ucraina non fosse una violazione del diritto internazionale. Adesso c’è da aspettarsi una dichiarazione del criminale di guerra israeliano che giustifichi l’attacco degli Usa contro Caracas. La Cina si schiera, retoricamente, a sostegno del Venezuela: “l’attacco Usa viola la sovranità di un altro Paese e contravviene alla Carta delle Nazioni Unite. il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha espresso la propria opposizione al “bullismo unilaterale” degli Stati Uniti e ha manifestato sostegno al diritto del Venezuela di “difendere la propria sovranità e dignità nazionale”. Ma al momento sono chiacchiere e tattiche cinesi.
La legge del più forte, l’arroganza dei più ricchi, hanno sostituito il diritto internazionale e messo all’angolo il ruolo dell’Onu. Il Mondo è in pericolo. Sono saltate tutte le regole. Dal 1992, guerra in Bosnia ed Erzegovina, ad oggi abbiamo assistito al massacro del diritto e all’evoluzione del cinismo politico delle potenze mondiali. Adesso vedremo che cosa accadrà in Iran e poi a Taiwan e ancora a Gaza.
Oggi più che mai è indispensabile un risveglio della società civile mondiale. Il World Social Forum, che si terrà nel 2026 a Porto Novo, Benin, metta al centro della riflessione e della protesta l’opposizione al nuovo ordine mondiale fondato sulle guerre, sulle aggressioni e sulla prepotenza del nuovo imperialismo.


