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Il Pd lucano vuole autodistruggersi?

5 gennaio 2026 | 17:19
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Il Pd lucano vuole autodistruggersi?
Vincenzo Telesca (foto da FB)

L’eventuale ritorno nei ranghi del partito del sindaco di Potenza sarebbe la fine

Quando si candida a sindaco alle amministrative del 2024 è in quota Pd, nonostante il simbolo Dem non compaia tra le liste. Poi diventa “civico”, ma qualcuno lo presenta ai vertici del partito come esponente Pd. Poi prende le distanze dai Dem e diventa sindaco eletto dalle liste civiche di centro sinistra. Intanto, in Consiglio Comunale non esiste il Gruppo Pd. Forse si fa, forse no. In vista delle elezioni amministrative si allea con l’imprenditore Donato Macchia e affida a un discusso editore la comunicazione per la campagna elettorale. Sostenuto da Vito De Filippo, dal presidente del Potenza Calcio, da Angelo Chiorazzo, da imprenditori già passati all’incasso e poi al ballottaggio anche da ingenui esponenti del fronte cosiddetto di “sinistra” e del M5S, Vincenzo Telesca mostra immediatamente la sua cifra politica e amministrativa.

Già coinvolto in operazioni “inopportune”, mai chiarite, finisce sulla cronaca dei giornali locali per una serie di affidamenti diretti su cui starebbe indagando la magistratura. Il Consiglio di Stato annulla gli affidamenti dei lavori all’ex Coni e alla scuola media Torraca, condannando il Comune alle spese. Intanto che la città piange sui trasporti, sui servizi essenziali e su altri pasticci amministrativi, il sindaco esulta per il rifacimento dell’asfalto sulle strade extraurbane. Lavori aggiudicati magari a chi ha sostenuto la sua campagna elettorale e che magari registra tra i propri dirigenti anche esponenti del Pd.  E tra uno slogan propagandistico e una risata sui social mette a punto il suo cerchio magico. Ormai è chiaro che esite un “sistema Telesca”. Il Pd su tutto questo non prende la parola, tace. In fondo, nonostante la vittoria di Telesca sia stata spacciata per vittoria del Pd e per maggior pudore come vittoria del “centrosinistra” che non esiste, il partito di Schlein in città conta un fico secco. Contano però, gli amici e i sodali dentro e fuori il partito. Telesca è una polpetta avvelenata.

Chiuso il tesseramento 2025 si dovrebbe procedere alla convocazione almeno delle assemblee provinciali e cittadine di Potenza e Matera. Dunque, finito il gioco delle tessere, quasi 4mila, su cui si affaccerebbero le ombre dei pacchetti sponsorizzati anche da imprenditori e da esponenti di altre forze politiche, Telesca annuncia un ritorno al Pd. Certamente per il bene del Partito. Chiarendo, c’è chi gli crede, che non ha alcuna intenzione di candidarsi alle prossime regionali perché lui ha a cuore soltanto la sua città.

Sullo sfondo di queste dinamiche lo scontro – loro lo chiamano confronto – tra Lacorazza, Cifarelli e Marrese da un lato e De Filippo, Telesca e Speranza dall’altro. Non sappiamo se sia sbagliato aggiungere a quest’ultima terna anche Angelo Chiorazzo. Senza escludere tutte le comparse e gli interessi di contorno. Pare che Piero Lacorazza abbia posto sul tavolo la sua candidatura al prossimo congresso regionale.

Insomma, siamo di fronte a cambi di scenario in vista della scalata al Pd, delle prossime elezioni politiche e di quelle regionali. Ma siamo anche in presenza di nuove alleanze politico-imprenditoriali. Sulla scena si affacciano nuovi imprenditori già aggiudicatari di appalti milionari. A proposito di Politiche abbiamo già anticipato. La vice sindaca di Potenza e Angelo Chiorazzo aspirerebbero al Parlamento, Telesca alla Regione. Senza contare tutti gli altri in pista di partenza per lo stesso traguardo.

Detto questo, sembra chiaro che il Pd al momento non ha alcuna idea di come strutturare e perseguire una vera svolta politica che lo salvi dalla definitiva decadenza. Muovere pedine sulla scacchiera degli interessi particolari non cambia di una virgola le condizioni della Basilicata. Bisogna rimettere al centro la Politica e la Partecipazione, aprendo varchi senza ostacoli a volti nuovi, affidabili e con l’armadio vuoto.