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Il politicismo amorale, gli ominicchi e le officine del consenso
Foto di repertorio

Esiste un’oligarchia politico-imprenditoriale lucana che agisce nel quadro di una mafieria autorizzata dalla consuetudine

Se pe politicismo s’intende l’importanza eccessiva attribuita alle esigenze della politica, per cui ogni altro interesse viene subordinato a essa, che cos’è il politicismo amorale? E’ un abuso che attribuisce ad alcuni politici la facoltà di prevaricare le istituzioni, la società e di drogare l’economia locale.  Ed è su questa forma di abuso che si costruiscono i cosiddetti sistemi di potere locali.  Sistemi a loro volta amorali e ramificati in mille reticoli collaterali ad alcuni esponenti di partito. Officine del consenso in cui vengono forgiati anche privilegi e ricchezze immeritate.

Se ricevi il contributo previsto dalla legge Ics, devi sapere che l’artefice del tuo beneficio è il politico Caio Sempronio, al quale devi essere riconoscente. Tu imprenditore – si fa per dire- ogni volta che devi assumere decisioni di un certo tipo hai l’obbligo di chiedere il permesso a quel Caio. Il quale ti dirà di assumere tizio o ti suggerirà i fornitori. Quel tizio e i fornitori a loro volta saranno riconoscenti a quel Caio. Quel Caio ha bisogno di una stampa docile e amica. Quindi suggerisce all’imprenditore e ai fornitori di trasferire risorse a certi giornali amici sotto forma di pubblicità. Quei certi giornali hanno, per questo, un occhio di riguardo per Caio e per le questioni care a Caio.

L’imprenditore  Pinco Pallo compra un palazzo per farne chissà cosa, ma poi, santa fortuna, per caso quel palazzo serve al Comune che lo prenderà in affitto garantendo un bel gruzzoletto all’investitore. Tutto previsto. Si apre una clinica privata con lo scopo di cooperare con le strutture sanitarie pubbliche bisognose di servizi sanitari complementari, davvero? Per caso tra i soci, spesso occulti, di quella clinica figurano politici che difendono a chiacchiere la sanità pubblica. Il sindaco e i suoi sodali del Comune di Roccaciccia  affidano i lavori di rifacimento di una strada alla ditta amica la quale, santa fortuna, è chiamata a rifare per tre volte gli stessi lavori nell’arco di cinque anni. Non lo sapevate? Esistono le strade dalle uova d’oro. Insomma, che dire? Possiamo solo dire “eccetera eccetera.”

Il sistema così generato si stratifica su diversi livelli. Dal partito all’associazione, dall’ente sub regionale al Municipio, dalla radio alla tv, dalla stampa all’organizzazione di eventi, dalle sagre ai concerti. Un sistema che pervade le organizzazioni di rappresentanza delle imprese, del commercio, dell’agricoltura, delle corporazioni. Il circuito in forme e dimensioni diverse è replicato negli spazi vitali della società e dell’economia. In questi luoghi-spazi di manutenzione del politicismo amorale, agiscono migliaia di mandatari con il compito di gestire le succursali delle officine del consenso. All’interno di ogni partito esistono diversi Caio che danno origine a filiere di potere. Questi Caio a volte combattono gli uni contro gli altri, più spesso si mettono d’accordo e si dividono territori, assessorati, enti, risorse.

Il club dei Caio Sempronio decide gli incarichi, le carriere, gli affari di centinaia di persone che a loro volta riproducono su scala minore lo stesso meccanismo coerente con gli obiettivi della filiera. In basso alla piramide agiscono uomini e donne senza spina dorsale, e con la lingua penzolante, che s’infilano negli anfratti del sistema per assaporarne le ossa. Ominicchi che ti fanno soffrire per una pratica edilizia, per una licenza, per un’autorizzazione. Un sistema ramificato. L’oligarchia del politicismo amorale governa allo stesso modo dei vecchi feudatari. Mafieria autorizzata dalla consuetudine. Vincoli morali artificiali, legami d’affari, uso privatistico e sciagurato delle risorse pubbliche sono le caratteristiche di questo apparato di potere. Con vaste coperture nelle istituzioni, semplicemente perché loro sono nelle istituzioni.