“La Basilicata non è ferma, ma in trasformazione”
Gli eufemismi dell’assessore Cupparo, oggi, in Consiglio regionale, mentre fioccano i licenziamenti, Stellantis a Melfi continua a perdere pezzi, l’Indotto si svuota e Smart paper…
“Dobbiamo accompagnare il sistema produttivo, rafforzare le capacità di adattamento”. Ad ascoltare oggi le parole dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, in Consiglio regionale, la situazione della Basilicata sembrerebbe grave ma non seria, per citare Ennio Flaiano. “La crisi industriale – ha spiegato Cupparo – è reale e va riconosciuta, ma va altrettanto chiarito che non siamo davanti a un collasso o a un cataclisma”. Il riferimento va, nello specifico, al settore dell’Automotive, e in particolare al polo di S. Nicola di Melfi. “Nel mese di ottobre – ha detto – è stata avviata la programmazione della salita produttiva, mentre a novembre è stata avviata la produzione della nuova Jeep Compass ed è stato definito un percorso di graduale incremento dei volumi con il raggiungimento a pieno regime di 15 turni settimanali a fine febbraio”.
Per la cronaca, ad oggi, a Melfi si producono 180 auto a turno, con un solo turno al giorno. È vero che si prevede una risalita entro la primavera con l’entrata in produzione di ds7 e Lancia Gamma. Ed è anche vero che si vocifera di un entrata sulla linea anche della Tonale. Ma il principio di realtà consiglierebbe oltre che il solito ottimismo di maniera, anche una analisi vera.
Ad oggi la stragrande maggioranza delle maestranze a Melfi resta a casa in Cassa integrazione, la cosiddetta “rotazione equa” tra colleghi non avviene, e solo pochi fortunati riescono a racimolare una settimana di giornate di lavoro al mese. A ciò si aggiunga anche che dai 7200 operai che operavano fino a 4 anni fa, ora quelli direttamente impegnati in Stellantis, a Melfi, si sono ridotti drasticamente a 4500 o poco più. E potrebbero diminuire ulteriormente. Per non parlare dell’emorragia in corso tra Logistica e Indotto dove la maggior parte delle realtà stanno chiudendo i battenti. Lgs, Gls, Pmc, Mossucca, Its, Fdm, Tiberina. Non è questo un elenco da catastrofe, da debacle? C’è chi dorme e vive in tenda da 100 giorni come i lavoratori Pmc e Tiberina per rivendicare il diritto al lavoro e ad essere riassorbiti in Stellantis. E invece, ha chiosato l’assessore Cupparo, la Basilicata “non è ferma, ma in trasformazione”. Ma ancora una volta il principio di realtà e i tavoli al Ministero pare non gli diano esattamente ragione, se si pensa a Smart Paper, al Mobile imbottito e alla fuga in massa di giovani e meno giovani dalla Lucania verso altre realtà. Per sopravvivere.
Non mancano le misure attive per il lavoro avviate in regione. Dai “4 milioni” per percorsi di formazione breve e lunga, rivolta ai percettori di ammortizzatori sociali, al milione e mezzo per la Formazione continua alle aziende che fruiscono di ammortizzatori sociali e “6 milioni di euro saranno attivati come incentivo all’occupazione per questi lavoratori”. Come anche l’istituzione della zona industriale di Melfi come area complessa. Il punto è che lavoro non ce n’è, e a Melfi come altrove Gruppi e imprenditori fuggono. Non è appetibile S. Nicola di Melfi, oggi, e passandoci innanzi sembra già un universo in dismissione, lascia già immaginare cosa ci sarà tra 10 anni, perché di aree industriali dismesse è piena la nostra regione.
Appellarsi alle “nuove sfide energetiche”, alla “meccatronica” o a ciò che potrà “affiancarsi” all’Automotive, nel futuro lucano, sembra solo un modo per prendere tempo. Senza dire come stanno esattamente le cose, oggi. È difficile credere che gli operai in Cassa integrazione o a rischio licenziamento, o quelli già licenziati si sentano più rassicurati dopo aver ascoltato la relazione dell’Assessore Cupparo, oggi, in Consiglio regionale. Già, ma nessun problema. La Basilicata “non è ferma”, è solo “in trasformazione”. Parola di Cupparo .


