La Cassazione annulla con rinvio l’ordinanza di arresto dell’imprenditore Liseno
I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto fondato il ricorso dei legali dell’imprenditore di Lavello che avevano eccepito il mancato interrogatorio preventivo all’arresto
La seconda sezione della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dai legali dell’imprenditore Antonio Liseno di Lavello e annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale di Potenza che, il 29 luglio 2025 aveva rigettato la richiesta di Riesame. Liseno era stato arrestato il 1° luglio 2025, e sottoposto alla misura cautelare in carcere, nell’ambito di un’indagine della Procura di Potenza per riciclaggio di denaro e associazione a delinquere finalizzata a reati fiscali. Il Tribunale del Riesame aveva respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali dell’imprenditore confermando la custodia cautelare in carcere. La sentenza è stata depositata il 20 gennaio.
I legali dell’imprenditore Gaetano Sassanelli e Antonio Carretta nel ricorso avevano eccepito “la nullità dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita senza il preventivo interrogatorio dell’indagato ex art. 291, comma 1-quater cod. proc. pen., avendo il tribunale erroneamente ritenuto che – escluso il pericolo di fuga – la valutazione circa la sussistenza di un pericolo di inquinamento probatorio, al fine di fondare la
deroga all’espletamento dell’interrogatorio preventivo, dovesse essere fatta in via unitaria per tutti gli indagati per i quali era stata richiesta la misura cautelare, ritenendo unica e prevalente l’esigenza di mantenere riservata l’iniziativa cautelare e di evitare in tal modo un possibile pregiudizio alla sua efficacia; interpretazione-secondo gli avvocati Sassanelli e Carretta- contrastante con le garanzie difensive sottese all’introduzione nel sistema processuale del nuovo istituto, in quanto l’esecuzione della misura senza interrogatorio di garanzia doveva essere limitata ai soli soggetti per i quali tale esigenza cautelare era stata reputata sussistente ex ante dal gip e ex post dal Tribunale”.
La Cassazione ha dunque ritenuto fondato il ricorso in relazione al mancato espletamento dell’interrogatorio preventivo di Liseno e ha dunque annullato l’ordinanza con rinvio per un nuovo giudizio al Tribunale di Potenza. L’eccezione di nullità dell’ordinanza impositiva della misura cautelare per omesso svolgimento dell’interrogatorio preventivo di cui all’art. 291, comma 1- quater, cod. proc. pen. -scrivono i giudici della Suprema Corte-precede infatti ogni valutazione in merito al provvedimento del tribunale del riesame per i profili ulteriormente denunciati (autonomia della decisione rispetto alle conclusioni del Gip e alla richiesta del PM; ricostruzione del quadro indiziario secondo criteri logici e coordinate giuridiche; sussistenza delle esigenze cautelari).


