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La dimenticanza dei cittadini e i fuggiaschi del potere

Dai dirigenti Total, al senatore Pasquale Pepe, da Donato Ramunno a Angelo Chiorazzo, da Giuseppe Musacchio a tutti gli altri: perché questa gente non risponde alle domande?

La dimenticanza è una delle caratteristiche dell’opinione pubblica lucana. E su questa caratteristica ci guadagnano dirigenti, politici, esponenti delle istituzioni e imprenditori i quali la usano come scappatoia per evitare di rispondere a domande scomode e per dribblare le proprie responsabilità. E se la dimenticanza, intesa anche come trascuratezza, disattenzione, si trasforma in oblio, la frittata è fatta. I fuggiaschi dalla stampa la fanno franca, grazie al tempo che passa e alla smemorataggine dei cittadini. E noi dobbiamo evitare che la dimenticanza diventi ogni volta “una pietra sopra”.

Tra i fuggiaschi di tempi più o meno recenti ricordiamo i dirigenti della Total Italia: l’ex senatore leghista già sindaco di Tolve e ora vice presidente dalla Basilicata, Pasquale Pepe; il direttore dell’Arpab, Donato Ramunno; il vice presidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo; l’amministratore unico del Consorzio di Bonifica, Giuseppe Musacchio; il Rettore dell’Unibas, Ignazio Marcello Mancini; l’amministratore unico della Caivano Calcestruzzi srl; l’amministratore unico  della Greenswitch srl. L’elenco sarebbe lungo. Ma oggi ci dedichiamo a questo primo gruppo di fuggiaschi a cui appartengono personaggi che continuano ad occupare pulpiti e piedistalli come se nulla fosse.

I dirigenti del Centro olio di Tempa Rossa devono ancora rispondere a molte domande, tra cui quelle sulla famosa gara d’appalto da 5 milioni di euro e sulla sicurezza all’interno dell’impianto.

Pasquale Pepe è stato chiamato nel tempo ad una gran quantità di risposte, tra cui il cosiddetto “sistema Tolve” e non ha mai sciolto i dubbi sulle vicende degli impianti eolici nel territorio del Comune di cui è stato sindaco.

Angelo Chiorazzo dovrebbe sciogliere i dubbi sia sulla vicenda dei finanziamenti alla sua campagna elettorale, sia sulla sua situazione reddituale, sia sulla vicenda della sua prestigiosa residenza a Senise.

Donato Ramunno fa il fuggiasco dalle domande su alcune assunzioni e su una gara di appalto. E lasciamo da parte tutto il resto su cui probabilmente risponderà la magistratura.

Giuseppe Musacchio ha una montagna di dubbi da sciogliere, di cui probabilmente non si ricorda nemmeno lui. Qui linkiamo un articolo a cui sono correlati molti altri, tanti per farsi un’idea.

Ignazio Marcello Mancini fino ad oggi non ha preso alcuna posizione pubblica sulla vicenda del Centro Internazionale di Dialettologia , una vera perla dell’Unibas che, a quanto pare, interessa nulla al Rettore. Probabilmente è concentrato sulle discipline ingegneristiche soprattutto in questi giorni quando si scopre che la scuola di ingegneria dell’Unibas neanche compare nella classifica THE World University Rankings by Subject 2026.

L’amministratore unico della Caivano Calcestruzzi srl non ha fornito chiarimenti sul perché ha aperto una discarica di rifiuti su terreni acquistati da una famiglia legata a vecchi camorristi e in un territorio ad alta intensità mafiosa.

L’amministratore della Greenswitch srl, non ha fornito chiarimenti sulla fondatezza del piano industriale sventolato da anni e mai realizzato nella val Basento.

Ci fermiamo qui, per adesso. Solo per porre una questione sia alla politica, spesso coinvolta nelle mancate risposte a mille domande, sia all’opinione pubblica: possiamo fidarci di chi non risponde alle domande?

In un contesto democratico, chi governa, chi dirige, chi ha ruoli di peso nell’imprenditoria risponde. “Il compito dell’informazione non è compiacere il potere, ma raccontarlo, interrogarlo, metterlo di fronte alle proprie responsabilità.” Ecco perché continueremo a “infastidire” chi non risponde o chi resta in silenzio per evitare domande.

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