La Lucania non può dimenticare e abbandonare i suoi tanti dialetti
La lettera aperta di una cittadina lucana alla Giunta regionale per il Centro Internazionale di Dialettologia che rischia di chiudere
Riceviamo e pubblichiamo “Lettera aperta alla Giunta Regionale della Basilicata. Scritta da una cittadina sognatrice, ma molto amareggiata.
Se osserviamo la cartina della nostra regione notiamo che rassomiglia a una rana o a un rospo, animali che saltellano in avanti. Pensavo che fosse così anche per la nostra regione, soprattutto rispetto ai programmi culturali. Purtroppo mi sbagliavo perché indietreggiamo come i granchi.
A giorni la Fondazione Alba, un centro di ricerca di dialettologia, rischia la chiusura. Vanno in fumo dieci anni di lavoro prezioso portato avanti dalla professoressa Patrizia Del Puente. La Lucania perderà un prezioso strumento di cultura. Per salvarlo basterebbero 30 mila euro, molto meno di quanto l’Ente Regione spende per la benzina. Purtroppo si spendono somme esorbitanti che non aiutano affatto la nostra regione a svilupparsi.
Invece di pensare alla cultura il Consiglio Regionale si è preoccupato di regalare un vitalizio ai consiglieri. Per fortuna tra i consiglieri regionali c’è ancora qualcuno che ha il senso del pudore e ha votato contro, non ha pensato ai fatti suoi ma ai bisogni e alle istanze dei cittadini. Non mi sembra che i vitalizi siano l’uso più corretto del fondo sociale, quei soldi sarebbero stati utili per la sopravvivenza della Fondazione Alba. Speriamo che i nostri politici si ravvedano e non commettano più queste vergogne.
Il dialetto fa parte della nostra storia e della nostra vita; la nostra cultura e le nostre relazioni sociali hanno bisogno della lingua
che da piccoli apprendiamo prima ancora dell’italiano della scuola. Dobbiamo ringraziare la professoressa Del Puente e i tanti ricercatori i quali dedicano il loro tempo e il loro lavoro nello studio dei dialetti. Auspichiamo che quanti sono impegnati nella politica e nella Cittadinanza Attiva mettano la propria intelligenza e le proprie energie al servizio di questa bellissima Terra per non farla morire; purtroppo molte volte è stata deturpata, massacrata e calpestata. La Lucania non può dimenticare e abbandonare i suoi tanti dialetti, la voce del suo cuore che ci parla. Agnese Derosa


