Lettera aperta all’onorevole Pina Picierno
Le suggerirei di entrare a far parte di Fratelli d’Italia o di fondare un partito ancora più a destra
Egregia Onorevole Pina Picierno, l’etimo di partito è pars, ossia parte.
In politica e in democrazia i partiti rappresentano non l’insieme degli interessi nazionali ma una parte di questi. Se così non fosse vorrebbe dire che mancherebbe ogni distinzione tra i partiti politici rappresentando ciascuno di essi tutti gli interessi nazionali e quindi cesserebbe ogni utilità delle scelte degli elettori. Il Partito Nazionale Fascista aveva questa pretesa.
Negli ultimi 20 anni, con la fusione del PDS e della Margherita, c’è stata la pretesa del PD di mediare al proprio interno gli interessi di parte e di offrire al Paese una sintesi di governo maturata dentro il Partito Nazione, che in Basilicata si è tradotto nel Partito Regione incarnato prima da Bubbico e poi da De Filippo.
Per questa via la componente minoritaria del PD, rappresentato dalla ex Margherita, ha finito per determinarne le scelte sia in politica economica sia in politica estera. E ha finito per condizionare culturalmente la politica di tutti i governi che si sono susseguiti dal 1990 a oggi.
Si è trattato di politiche liberiste, antisociali e in tema europeo nella disastrosa visione non di una Europa tra pari ma in una UE trasformata di fatto in un protettorato franco tedesco (Patto di Aquisgrana e Patto del Quirinale) con aberrazioni come il MES, e la spedizione punitiva in Grecia, o la lettera dell’agosto 2011 di Draghi – Trichet che è stata un attacco delle burocrazie europee autoreferenziali e fuori dal controllo del parlamento europeo al parlamentarismo.
D’altronde quando Draghi dice che l’Europa deve ragionare ‘come se’ fosse un unico Stato questo si traduce nella violazione di 27 costituzioni e nella assenza di ogni principio di rappresentanza democratica garantita appunto da parlamenti eletti.
La conclusione è stata che la minoranza PD ha tramato sempre contro il voto popolare. Secondo la Costituzione italiana l’unico potere legittimo appartiene al popolo e creando i governi tecnici, che hanno operato sotto dettatura di burocrazie non elette, questo principio nella sostanza è stato violato.
Ora siamo arrivati alla frutta: gli elettori sono stufi di non poter scegliere e di vedere le proprie scelte disattese e, per gli elettori di sinistra, di non avere più rappresentanza.
E ora veniamo a lei e alla polemica con il professor Montanari, che lei fascistamente dileggia definendolo professore in fuffologia.
Io le parlo da elettore e le dico subito, e come sintesi del problema, che se l’alternativa al governo Meloni non sarà rappresentata da un fronte omogeneo sui temi fondamentali della politica estera e sociale e che non giuri solennemente il rifiuto in qualsiasi forma e circostanza di un governo tecnico o non andrò a votare o disperderò il voto verso una delle tante sigle di disturbo. Voto squisitamente tecnico per abbassare le percentuali di voto dei partiti.
Io penso che sia necessaria la chiarezza
Sul riarmo, per esempio. Credo che il riarmo in un mondo capace di autodistruggersi enne volte sia una follia. E inoltre che il sottostante atteggiamento guerrafondaio, sposato anche dal Colle, sia contrario alla lettera e allo spirito della Costituzione: Art. 11.
Sul diritto internazionale. Penso che la credibilità della difesa del diritto internazionale passi dalla condanna senza se e senza ma di Israele e che l’Italia se, come pare, ha commerciato in armamenti con Israele sia complice in genocidio.
Sull’Europa. La visione di una Europa non tra pari ma governata da stati guida, come nelle politiche espresse da Prodi ed Enrico Letta, sia una visione antieuropea e contraria allo spirito di Ventotene.
Sulla guerra tra Russia e Ucraina. La postura dell’Italia, a norma dell’articolo 11 della Costituzione, avrebbe dovuto da subito essere simile a quella di Erdogan e del Qatar: fulcro di mediazione e non di fomentazione del conflitto. E penso che la UE avrebbe dovuto fare di tutto per evitarlo perché un conflitto contrario ai propri interessi.
Sull’Atlantismo. Penso che l’appiattimento costante alle politiche americane sia contro gli interessi italiani ed europei.
Sulle politiche sociali. Penso che il liberismo abbia prodotto danni ai lavoratori e abbia prodotto una concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi che non si vedeva dal medioevo. È indispensabile una politica di redistribuzione della ricchezza e di tutela dei lavoratori con il salario minimo, il reddito di cittadinanza e con la lotta ai paradisi fiscali europei.
Sulla libertà. Penso che la proposta di legge di Delrio per criminalizzare le critiche al governo israeliano e l’iniziativa di proposta di legge di Calenda e dell’Europa detta Scudo democratico siano leggi fasciste.
Sulla Commissione Europea. Penso che l’attuale commissione di Ursula Von Der Leyen e Kaja Kallas sia la peggiore possibile in questi frangenti e che sia una commissione di destra destra, come va di moda dire. È stata votata da Forza Italia, Fratelli d’Italia e dal PD.
Tutti questi temi sono oggi la discriminante tra l’essere alternativi al governo Meloni o complici.
Lei su tutti questi temi non solo è complice ma si colloca a destra del governo Meloni stesso e quindi la sua presenza nel PD e qualsiasi alleanza fatta con il PD che contenga al suo interno lei, Fassino, Delrio eccetera non rappresenti una alternativa credibile ma solo il solito giochino di fare politiche di destra carpendo i voti degli elettori di sinistra per governi tecnici e altre violazioni dei principi base di rappresentanza democratica.
Quindi chiarezza. Fino a prova contraria siamo in democrazie e quindi lei può scegliere in quale partito le sue idee possono trovare rappresentanza o farne uno nuovo. Le suggerirei di entrare a far parte di Fratelli d’Italia o di fondare un partito ancora più a destra. Solo così si può portare alla attenzione degli elettori un campo largo votabile, almeno per me. Grazie dell’attenzione.


