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Nel centro storico di Pomarico nuovo intervento di riparazione delle condotte

Acquedotto Lucano: “I movimenti del terreno causano guasti frequenti. Investimenti in corso grazie al React EU”

Da martedì scorso i tecnici di Acquedotto Lucano sono impegnati in un intervento di riparazione della condotta idrica nel centro storico di Pomarico, per gestire una perdita verificatasi in via Fiorentino. Una volta individuato il guasto, l’intervento ha richiesto di isolare temporaneamente la rete del centro storico per tutelare l’incolumità dei luoghi e dei cittadini. Terminata la riparazione della condotta, Acquedotto Lucano ha supportato la messa in sicurezza della cavità presente al di sotto della pavimentazione stradale. Ma i lavori non sono ancora terminati: nei prossimi giorni si procederà alla sostituzione integrale di un tratto di venti metri di condotta e al rifacimento degli allacci, per rendere la rete più solida e resiliente, in un contesto estremamente fragile. Infatti, buona parte del centro storico di Pomarico è classificato dal Piano Stralcio per la Difesa dal Rischio Idrogeologico (PAI) come area a rischio idrogeologico molto elevato, a causa delle caratteristiche geotecniche e morfologiche del terreno. In sostanza, l’abitato in questione ricade in aree potenzialmente pericolose dal punto di vista della stabilità (si veda, ad esempio la figura 1 estratta dal sito https://idrogeo.isprambiente.it/).

In questa situazione, già di per sé allarmante, si inseriscono altri fenomeni che non contribuiscono alla stabilità della zona:

  1. la presenza di scavi nel sottosuolo, realizzati per utilizzare i volumi ottenuti come cantine e depositi (tali opere necessiterebbero di essere puntualmente censite);
  2. abitazioni costruite senza le necessarie fondazioni in zone con problematiche di stabilità, a cui si è aggiunto – negli ultimi anni – anche il fenomeno dell’abbandono di edifici (a cominciare dalle cantine), ed il conseguente ammaloramento degli stessi per mancanza di manutenzione;
  3. ulteriore fattore che può incidere sulla stabilità dei versanti sono le piogge intense, che si infiltrano nel terreno a causa della mancanza di reti di regimazione dimensionate rispetto a tali fenomeni.

In un contesto di questo tipo, la gestione di reti idriche e fognarie risulta assai problematica, tanto più che le condotte idriche sono state realizzate in ghisa ed il tipo di rotture che si riscontrano sono, generalmente, di tipo cosiddetto “a taglio con disassamento dei due tronconi” originati dai movimenti del terreno (come si evince ben chiaramente dalla foto 2, riferita al guasto di via Fiorentino).

Infatti, nella gran parte dei casi, sono proprio i fenomeni franosi a produrre la rottura delle condotte e la successiva fuoriuscita di acqua. Le quali, ovviamente, possono contribuire ad accelerare eventuali smottamenti peggiorandone la gravità.

“Non si può pensare ad una soluzione complessiva del problema ipotizzando solo e semplicemente la completa sostituzione di tutte le reti gestite da Acquedotto Lucano – Afferma l’Amministratore Unico di Acquedotto Lucano, Alfonso Andretta -, è necessario, infatti, che la frana venga stabilizzata e che venga ridotto il rischio di crolli connessi alle cavità del sottosuolo o alle altre concause evidenziate. Solo l’insieme di tutti questi interventi posso portare alla radicale soluzione dei fenomeni in questione”.

Andretta ricorda, altresì, che “Acquedotto Lucano ha sempre prestato particolare attenzione all’abitato di Pomarico, garantendo il pronto intervento nelle zone interessate da rotture: nel 2024 le attività di riparazione  sono state 101, mentre nel 2025 sono state 85. Inoltre – prosegue -, utilizzando risorse del React EU, stiamo portando avanti progetti per il rifacimento dei tratti più critici delle condutture, abbiamo completato il rilievo della rete idrica esistente ed abbiamo messo a punto un modello per la ricostruzione del funzionamento della rete stessa: attività che, grazie al rifinanziamento del progetto, sarà possibile portare a compimento entro il 2026. Molto più impegnativo sarebbe, invece, pensare al rifacimento complessivo delle condotte: considerando che la rete idrica su tutto il Comune è lunga più di 50 chilometri (30 dei quali nel centro abitato) e che il costo medio di sostituzione delle condotte è di circa 280.000 euro per chilometro, risulterebbero necessari (solo per le reti idriche) 14 milioni di euro e, probabilmente, altrettanti per le reti fognarie: un investimento che non sarebbe risolutivo senza interventi di stabilizzazione dei versanti. Nel frattempo – conclude l’Amministratore Unico – Acquedotto Lucano continuerà a garantire la massima attenzione ed interventi tempestivi, mantenendo un dialogo costante con Amministrazione Comunale e Regione Basilicata”.