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Petrolio, Europa Verde-AVS Basilicata: “Ripristino Permesso Aliano, un grave passo indietro”

Lettieri e Trivigno: Si tratta di una scelta miope, che rischia di compromettere aree fragili già segnate da un pesante carico ambientale

Avs-Europa Verde esprime forte preoccupazione per il ripristino del permesso di ricerca di idrocarburi denominato “Aliano”, disposto con decreto ministeriale del 19 novembre 2025, che riapre alla possibilità di attività petrolifere nei territori dei comuni di Aliano, Gallicchio e Missanello. Si tratta di una scelta miope, che rischia di compromettere aree fragili già segnate da un pesante carico ambientale e che contraddice apertamente gli obiettivi di transizione ecologica e decarbonizzazione assunti a livello nazionale ed europeo.

Invece di investire con decisione su rinnovabili, risparmio energetico ed economie locali sostenibili, si torna a puntare su un modello estrattivo vecchio, inquinante e socialmente conflittuale. Siamo inoltre di fronte a un provvedimento maturato senza un reale coinvolgimento delle comunità locali, svuotando di senso ogni percorso di pianificazione condivisa e riducendo i territori a semplici aree di sfruttamento.

Avs-Europa Verde richiama ancora una volta i rischi ambientali e sanitari legati alle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi: impatti su suolo, risorse idriche, qualità dell’aria e salute pubblica, in un’area che meriterebbe invece politiche di tutela e valorizzazione.

La Basilicata non può continuare a essere considerata una riserva energetica sacrificabile. Il futuro della regione passa dalla tutela del paesaggio, dall’agricoltura di qualità, dal turismo sostenibile e dalle energie pulite, non dal ritorno alle trivelle.

Per queste ragioni Europa Verde chiede al Governo di sospendere gli effetti del decreto e di avviare un confronto serio con Regione, enti locali e cittadini per definire una strategia energetica realmente coerente con la lotta alla crisi climatica e con il diritto delle comunità a decidere sul proprio futuro, anche perché petrolio e cemento non hanno impedito lo spopolamento. La Basilicata non può essere considerata una zona di sacrificio. Donato Lettieri e Michela Trivigno (Portavoce Europa Verde Basilicata)