Potenza, “il gioco delle tre carte: milioni per l’asfalto mentre i servizi crollano”
Nardella (Lega): “Invece di assumersi il peso delle proprie scelte, la Giunta preferisce il piagnisteo istituzionale verso la Regione, salvo poi gestire le risorse comunali con una discrezionalità che lascia sconcertati”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere comunale di Potenza, Alfonso Nardella (Lega).
La Giunta Telesca taglia trasporti, mense e autonomia, ma trova 3,5 milioni di euro per le strade extraurbane. È questa la “serietà” promessa? Tra i post social dell’assessore Giuzio e la realtà quotidiana, l’incoerenza è ormai sotto gli occhi di tutti.
Non è solo un problema di conti che non tornano, ma di priorità completamente rovesciate. Mentre il Comune guarda al 2026 lamentando l’assenza dei 5 milioni regionali, mette in campo un vero e proprio massacro sociale: 2,5 milioni sottratti al trasporto pubblico, tagli ai servizi per l’autonomia e totale incertezza sui pasti caldi nelle mense scolastiche.
Il paradosso è evidente quando, nello stesso tempo, l’amministrazione annuncia lo stanziamento di 3,5 milioni di fondi comunali per rifare l’asfalto delle strade extraurbane. La manutenzione stradale è necessaria, nessuno lo nega, ma governare significa scegliere. È davvero più urgente bitumare chilometri di periferia piuttosto che garantire servizi essenziali a studenti, famiglie, pendolari e persone fragili? In attesa della conversione ministeriale dei fondi per gli impianti meccanizzati – passaggio ormai certo – non sarebbe stato più logico e responsabile destinare temporaneamente quelle risorse ai servizi vitali, rinviando di qualche mese i cantieri?
A tutto questo si aggiunge una narrazione strumentale dell’assessore Giuzio, che utilizza la situazione del trasporto pubblico per attaccare il governo regionale e l’amministrazione precedente di centrodestra, omettendo però elementi fondamentali. Le linee soppresse lo sono state perché scarsamente utilizzate; era già previsto da tempo un progetto di corse a chiamata per le aree rurali, che nulla ha a che vedere con l’emergenza costruita ad arte in queste settimane.
Ancora più grave è la scelta di sopprimere le fermate in via 18 Agosto, una decisione semplicemente assurda: è stata eliminata la fermata principale dei bus cittadini, l’hub naturale del trasporto urbano. Il messaggio che passa è chiaro e inquietante: per arrivare in centro i cittadini devono usare l’auto privata, non il trasporto pubblico. Tutto questo per recuperare cosa? Due posti auto?
È bene chiarirlo: non si è trattato di un errore della ditta. La rimozione delle fermate era esplicitamente prevista nell’ordinanza comunale. Dunque la responsabilità è politica e amministrativa, non tecnica.
Invece di assumersi il peso delle proprie scelte, la Giunta preferisce il piagnisteo istituzionale verso la Regione, salvo poi gestire le risorse comunali con una discrezionalità che lascia sconcertati. Nel frattempo, sui social, i post dell’assessore Giuzio raccontano una città che non esiste, lontana anni luce dalle difficoltà quotidiane dei potentini.
Potenza non ha bisogno di propaganda né di rimpalli di responsabilità. Ha bisogno di un’amministrazione che smetta di strumentalizzare i problemi e inizi a trattare i soldi dei cittadini con rispetto, dando la precedenza a chi la città la vive e la attraversa ogni giorno. Se questo è il “buongiorno” del 2026, è più che comprensibile che i cittadini siano furiosi.


