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Potenza, mobilità: Sperimentazioni sulla pelle degli studenti e risposte piccate

Alfonso Nardella: il “nuovo corso” della viabilità potentina parte con il freno a mano tirato e i cittadini lasciati a piedi

Mentre nelle stanze del Palazzo si gioca a spostare frecce sui grafici e a deliberare sensi unici “rivoluzionari”, la realtà di Potenza alle 7:25 del mattino racconta una storia diversa. Una storia fatta di autobus che scompaiono, famiglie lasciate al freddo e un traffico che, con l’arrivo della pioggia, trasforma la città in un enorme, immobile parcheggio a cielo aperto.

L’ultima “genialata” del senso unico su Corso Garibaldi ha prodotto il suo primo, amaro risultato: la soppressione di fatto della linea 5A da Viale Dante. Una linea vitale per centinaia di studenti diretti al polo di Poggio Tre Galli, cancellata con un tratto di penna senza che nessuno si premurasse di avvisare chi, quegli abbonamenti, li paga profumatamente.

I genitori, infuriati, segnalano come sul sito del gestore Miccolis non vi fosse traccia della modifica dei percorsi. Risultato? Abbonamenti rinnovati per servizi fantasma e l’obbligo di riprendere l’auto privata — proprio quella che l’assessore vorrebbe eliminare — per riuscire ad arrivare a scuola in tempo. Una contraddizione in termini che rasenta il ridicolo: si vara un piano per la “mobilità sostenibile” che costringe le persone a intasare ulteriormente le strade.
Per non parlare della mancata realizzazione di una corsia preferenziale per i soccorsi.
Ma a far male più dei disagi è l’atteggiamento dell’Amministrazione. Di fronte alle proteste documentate dei cittadini, che descrivono ragazzi costretti a scendere dall’auto in mezzo al traffico per proseguire a piedi sotto la pioggia, la risposta dell’assessore non è l’ascolto, ma la spocchia. Il solito copione: arroganza istituzionale e il “piagnisteo” tattico contro la Regione, rea di non concedere abbastanza fondi.

Caro Assessore, amministrare una città non è un gioco di costruzioni. Il “Bene Comune” non è un termine da rispolverare sui santini elettorali per poi essere calpestato nelle delibere di Giunta. Se il risultato del vostro impegno è un isolamento forzato di interi quartieri e il caos totale nelle ore di punta, forse è il caso di scendere dall’auto del comune, dalla bicicletta (o dal piedistallo) e provare, per una mattina, a prendere un autobus che non passa. Alfonso Nardella – Consigliere comunale