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Scioperano le lavoratrici e i lavoratori delle telecomunicazioni e della Smartpaper

Il 9 gennaio la mobilitazione contro sistema appalti Enel: a Potenza un presidio Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil insieme alle categorie dei metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm, Fismic

Le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, insieme alle categorie dei metalmeccanici Fim, Fiom, Uilm e Fismic, annunciano per venerdì 9 gennaio una giornata di sciopero con presidio alle 9,30 davanti alla sede Enel di Potenza, in via della Tecnica, che coinvolgerà tutte le lavoratrici e i lavoratori delle telecomunicazioni e i lavoratori della Smartpaper.

Una mobilitazione-spiegano i sindacati in una nota- contro il sistema di appalti e cambi di appalto che, così come impostato da Enel, non garantisce né la territorialità, né il salario, né il rispetto dei diritti acquisiti delle lavoratrici e dei lavoratori. I lavoratori dicono no a bandi di gara che mettono a rischio la continuità occupazionale; non rispettano pienamente la clausola sociale, elemento fondamentale di civiltà e di tutela del lavoro; comprimono salari e condizioni di lavoro; non riconoscono le professionalità, le competenze e la qualità del lavoro svolto.

La clausola sociale-aggiungono le organizzazioni sindacali- non è un optional, ma uno strumento essenziale per garantire lavoro stabile, dignitoso e di qualità, soprattutto in settori strategici come quello delle telecomunicazioni e dei servizi collegati. Smantellarla o aggirarla significa tornare indietro di anni, a una stagione fatta di precarietà, licenziamenti e uso massiccio degli ammortizzatori sociali.

Con questa iniziativa sindacale unitaria, i lavoratori chiedono con forza il pieno rispetto della clausola sociale, la salvaguardia della territorialità, la tutela del salario e dei diritti contrattuali, il riconoscimento delle professionalità maturate negli anni. La mobilitazione del 9 gennaio rappresenta un passaggio fondamentale di un percorso che proseguirà fino a quando Enel non rivedrà le proprie scelte, assumendosi la responsabilità sociale che compete a una grande azienda con partecipazione pubblica. Il lavoro non è una merce. I diritti non si appaltano”.