Smartpaper: “I più scaltri tra noi sono già ‘emigrati’ in un’azienda qui vicino”
Le paure di un dipendente a Tito Scalo. “Tra chi è rimasto, confidiamo invece in un miracolo. Qualcuno ha notato altre matricole, non Smartpaper, già al lavoro su pratiche che spettavano a noi”
“È da almeno un anno che notiamo all’interno di Smartpaper un numero anomalo di licenziamenti”, confessa una nostra fonte che lavora nell’azienda e che in particolare fa capo a quella parte che operava con Enel e nel cui cambio di appalto da luglio scorso sono spuntate Accenture e Data Contact. Poco meno di 400 gli addetti della commessa specifica, in una realtà complessiva che si aggira sulle quasi 800 unità. Ma proseguiamo nel racconto.
Un’emigrazione improvvisa. Stando sempre alla nostra fonte, “alcune delle persone” che si sarebbero licenziate nell’ultimo anno, avrebbero fatto “concorsi” e sono in attesa o starebbero già operando altrove. Un’altra parte, più o meno significativa, sarebbe invece “emigrata”, si fa per dire, verso un’altra realtà aziendale, qui vicino, sempre a Tito Scalo. Si tratterebbe della “Betflag”, azienda specializzata in scommesse, slot online, casinò live, poker, bingo e lotterie. Nulla di illecito, ovviamente, ma è come se, stando alla nostra fonte, “molti forse già sapevano da tempo che la nostra situazione sarebbe peggiorata, che non c’era futuro”. Che ci sia stata o meno una “regia” è un’altra storia e non abbiamo elementi per sostenerlo. Sta di fatto che “tra coloro che ancora siamo rimasti in Smartpaper, invece, oggi attendiamo quasi un miracolo, le cose non sono chiare, il contratto con la Smart è stato prorogato fino a febbraio”. Poi dovrebbero subentrare i nuovi titolari del cambio d’appalto, cioè Accenture e Datacontact.
La strana storia delle “matricole”. C’è altro che ci svela però la nostra fonte, e riguarda alcune delle operazioni che i dipendenti fanno con le proprie matricole, per conto di Enel. “Proprio su quelle pratiche gestite da noi, da più di un mese qualcuno nota che ci sono altre matricole al lavoro”. Detto in altri termini, qualcuno già starebbe facendo una piccola parte del “nostro” lavoro. Le matricole che si sovrappongono farebbero pensare a lavoratori in organico alle subentranti “Data contact” e “Accenture”. Farebbe paura tutto ciò, perchè lascerebbe immaginare “un esubero” con cui “faremo i conti” in futuro. “Molti di noi di Smartpaper e del contratto Enel – è il sospetto – potremmo essere di troppo nei piani futuri, perché quelle aziende hanno già i loro dipendenti. Speriamo sia solo una sensazione”. Si tratta evidentemente delle paure dettate da una storia aziendale, quella della Smartpaper, che ha avuto un brusco declino, e che ad oggi appare nella nebbia più fitta. E né le assemblee, né gli incontri in Regione e al Mimit, sono riusciti sin qui a diradare dubbi che pesano come macigni. Pesano sul futuro di centinaia di dipendenti che ormai da giugno convivono con la paura di perdere il posto di lavoro. “Speriamo in un miracolo”, fa gli scongiuri la nostra fonte della commessa Enel. Da lunedì prossimo, intanto, in oltre 300 passeranno formalmente dalla sede di Tito Scalo a quella Sant’Angelo Le Fratte.
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