Stellantis, Melfi: “E a me quando mi chiamate a lavorare?”
Oggi riparte lo stabilimento, ma non per tutti. Lo sfogo di un lavoratore: “Continuano a chiamare sempre gli stessi. Lavoro bene, sono preciso, ma da tre mesi sto a casa. Perché?”
“Spero mi facciano rientrare al più presto, sono uno che lavora in modo preciso e conciso, eppure sono tre mesi che si sono dimenticati di me”. A parlare un operaio Stellantis di Melfi che anche oggi, al rientro dalla pausa natalizia, si ritrova costretto suo malgrado a starsene a casa, allungando così una striscia di ‘non lavoro’ che orami si allunga da fine ottobre. “Questa settimana – svela – toccava a quelli della mia squadra, turno b, ma ancora una volta non ho ricevuto chiamate quindi quasi sicuramente resterò a casa ancora per un po’”.
Il lavoratore si dice “nervoso” e “irritato” per questa situazione che si sta protraendo ormai da troppo tempo. “E’ assurdo, perché sul lavoro sono preciso, non sono tra quelli che scansano le difficoltà, che sfuggono: faccio e ho sempre fatto la mia parte con abnegazione e precisione, e allora proprio non mi spiego perché debba essere tagliato fuori”. Lui una spiegazione prova a darsela. Ed è una spiegazione di pancia: “Diciamo che chiamano chi si piega e accetta tutte le condizioni, i famosi lecchini dei capi, se ci penso mi sale un nervosismo che non vi dico…”. Rimanere a casa rende irascibili e soprattutto, cosa che più rileva, lascia fuori una grossa fetta di lavoratori che dovrebbero formarsi e abituarsi alle nuove auto che si stanno producendo, Compass in testa. “Più tempo resti fuori, più poi per recuperare e capire i nuovi ingranaggi ci metterai del tempo in seguito, a meno che non abbiano già stabilito chi dovrà operare per il rilancio produttivo del 2026 e chi no.
Mi auguro non sia così altrimenti ci saranno proteste molto più serie”. Sin qui il lavoratore, irritato dalla mancata chiamata in fabbrica (e non è affatto il solo). Per la cronaca, invece, come già documentato le scorse settimane, ufficialmente, dai primi di dicembre è partita la risalita produttiva, che a Melfi è trainata dalla nuova Compass, con l’aggiunta, di Ds8, Ds7 e Lancia Gamma, la cui produzione dovrebbe ‘salire’ proprio tra gennaio e l’inizio della primavera di quest’anno. Al momento si viaggia a “180 auto a turno”, come reso noto dalla Commissione sindacale che sovrintende Organizzazione e Sistemi di Produzione al Montaggio. Per ogni turno, inoltre, dovrebbero operare “212 lavoratori”. Ma entro fine gennaio, più probabilmente a febbraio, dovrebbe esserci un’ulteriore risalita fino a “280 auto a turno” ed è atteso anche il passaggio a 2 turni, mentre ora si lavora solo su uno. Questi gli annunci.
Come andranno realmente le cose, però, non è facile da prevedere ed è presto per dirlo. Intanto, però, un altro anno lavorativo è appena iniziato sulla linea di S. Nicola di Melfi. E la tanto agognata “rotazione” tra operai, prevista dal contratto di Solidarietà e dalla conseguente Cassa integrazione “a rotazione”, pare proprio non funzionare. “Lavorano sempre gli stessi”, ribadisce fino allo stremo l’operaio del Montaggio che oggi ci ha contattato. E non pare che i sindacati si stiano stracciando le vesti affinché ciò che loro stessi hanno concordato con l’azienda abbia un seguito nelle chiamate al lavoro, che non sono affatto “eque” per tutti. Continueremo a darne conto, pur consapevoli che sono “i capi”, quindi i vertici, a chiamare al lavoro le maestranze e che spesso i rappresentanti sindacali qui in Italia non ‘toccano palla’ sulle scelte della multinazionale (Stellantis) nata dalla fusione di Fca e Psa il 16 gennaio 2021.
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