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Stellantis serve alla Basilicata solo se continua a produrre, a investire e a garantire il lavoro

Europa Verde-Avs: In caso contrario, si abbia il coraggio di aprire una nuova fase e cercare imprenditori realmente intenzionati a investire seriamente nell’automotive lucano. I lavoratori non possono più attendere

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Lucio Libonati e Delia D’Eugenio, portavoce Europa Verde Provincia Potenza

Quanto accaduto venerdì scorso in Consiglio regionale ha assunto i contorni di una vera e propria commedia. Si è discusso del futuro di Stellantis e di migliaia di lavoratori che da mesi vivono senza certezze, spesso senza stipendio, con famiglie da sostenere.

Abbiamo appreso che il Presidente della Regione non era presente per motivi di salute. Senza voler entrare in valutazioni personali, riteniamo però che, davanti a una crisi sociale ed economica di questa portata, le istituzioni debbano dare segnali forti di presenza e responsabilità.

Detto questo, è doveroso essere seri e onesti: i problemi di Stellantis a Melfi non nascono oggi. Affondano le radici in scelte politiche e industriali maturate nel tempo, anche sotto governi di centrosinistra sia a livello nazionale che regionale.

Nel 1993, quando Gianni Agnelli ed Emilio Colombo decisero di investire in Basilicata con l’apertura dello stabilimento di Melfi, quella scelta sembrò una scommessa audace: una delle regioni più piccole d’Italia, priva di infrastrutture adeguate, senza alta velocità, senza aeroporto, con strade dissestate. Eppure da quello stabilimento sono usciti per anni modelli di successo come Punto, 500X e Jeep Renegade, facendo di Melfi un polo industriale strategico.

Un grande insediamento industriale, però, non vive di rendita. Come ogni grande progetto, va alimentato giorno per giorno. Lo stabilimento di Melfi, invece, è stato progressivamente abbandonato, dando per scontato che potesse andare avanti da solo. Negli anni non sono mancate promesse, anche rivolte direttamente al maggiore azionista di Stellantis, John Elkann, ma a quelle parole non sono seguiti impegni concreti.

Oggi la politica non può più voltarsi dall’altra parte. Occorre convocare immediatamente un tavolo nazionale con la Presidenza del Consiglio, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, il Presidente Bardi, l’assessore Cupparo e le organizzazioni sindacali per individuare soluzioni vere e definitive.

Stellantis serve alla Basilicata solo se continua a produrre, a investire e a garantire il lavoro. In caso contrario, si abbia il coraggio di aprire una nuova fase e cercare imprenditori realmente intenzionati a investire seriamente nell’automotive lucano. I lavoratori non possono più attendere. La Basilicata merita rispetto. Lucio Libonati e Delia D’Eugenio (Portavoce Europa Verde Provincia Potenza)