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Venosa, il consigliere Lioy presenta una mozione contro i “mini-vitalizi”
Felice Lioy

«Pur non avendo competenza normativa diretta in materia regionale il Consiglio comunale ha il diritto e il dovere di esprimere una valutazione politica quando sono in gioco l’uso delle risorse pubbliche, il principio di equità sociale e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni»

Il consigliere comunale di Venosa Felice Lioy ha protocollato una mozione con cui chiede al Consiglio comunale di esprimere una formale contrarietà alla reintroduzione di trattamenti previdenziali assimilabili ai vitalizi per i consiglieri regionali della Basilicata.

«Pur non avendo competenza normativa diretta in materia regionale – dichiara Lioy – il Consiglio comunale ha il diritto e il dovere di esprimere una valutazione politica quando sono in gioco l’uso delle risorse pubbliche, il principio di equità sociale e il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni».
La mozione richiama il contesto economico e sociale particolarmente difficile che la Basilicata sta attraversando, segnato da spopolamento, crisi occupazionale, contrazione dei servizi essenziali e crescente precarietà, soprattutto per giovani e famiglie. In questo scenario, la scelta di introdurre un trattamento pensionistico differito, comunemente definito “mini-vitalizio”, viene giudicata inopportuna e distante dalle reali priorità della comunità lucana.

Particolare preoccupazione viene espressa anche per il fatto che parte delle risorse destinate a tale misura risulterebbero provenire da fondi con finalità sociali e benefiche, circostanza che, secondo il consigliere, «rappresenta un segnale grave e difficilmente giustificabile in una regione che avrebbe invece bisogno di rafforzare le politiche sociali a sostegno delle fasce più fragili».

«Non si tratta di una battaglia ideologica – conclude Lioy – ma di una questione di sobrietà istituzionale, rispetto per i cittadini e coerenza morale. In un momento in cui si chiedono sacrifici a lavoratori, imprese e famiglie, la politica deve dare l’esempio».