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A Matera Marina Pierri presenta “Gotico Salentino”

La scrittrice sarà il 6 febbraio a Palazzo Bernardini

Venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 18,30 al Palazzo Bernardini, Arco del Sedile, 9, a Matera, la scrittrice Marina Pierri presenterà il suo ultimo romanzo “Gotico salentino” (Einaudi). Durante l’incontro, organizzato in collaborazione con la Libreria DiGiulio, Marina Pierri dialogherà con Michele Fanelli, commercialista e scrittore, su un’opera di respiro internazionale, selezionata alla Berlinale 2025 come unico testo italiano per il potenziale adattamento cinematografico.

Marina Pierri, laureata in semiotica all’Università di Bologna, vive e lavora a Milano. È cofondatrice di FeST – il Festival delle Serie Tv, ed è series developer per EDI – Effetti Digitali Italiani. Insegna inoltre nella scuola online «Come si scrive una grande storia ». Ha scritto di serialità televisiva, letteratura e videogiochi per «Wired», «Corriere della Sera», «Rolling Stone» e «Vanity Fair». Ha pubblicato Eroine (Tlon 2020), Lila (Giulio Perrone 2023) e Spettri (Einaudi 2024). Sempre per Einaudi ha pubblicato Gotico salentino (2025), il suo primo romanzo.

“Gotico Salentino” di Marina Pierri (Einaudi), un romanzo originale e visionario che mescola Shirley Jackson e Tim Burton in salsa pugliese. Filomena Quarta – ex giornalista quarantenne, da poco orfana di padre – si ritrova all’improvviso in bolletta e con un’ingombrante eredità: la Dimora Quarta, un’enorme casa che appartiene da generazioni alla sua famiglia. Cosí, si vede costretta a lasciare Milano e la sua vita di prima per raggiungere Palude del Salento. L’idea è quella di rendere la casa – «perfettamente ammodernata, dieci camere da letto, a pochi chilometri dal Mar Ionio» – un sontuoso Bed&Breakfast. Questo, se solo la dimora non fosse parte del problema: è, da sempre, infestata. Del resto, Filomena, quando era bambina, proprio tra quelle mura ha visto un fantasma. La malumbra, lo spettro rabbioso di una monaca oscura, è il motivo per cui Filomena a sei anni venne soprannominata dagli abitanti di Palude la stria ca ite li muerti, la bambina che vede i morti. E mentre i coetanei la emarginavano e gli adulti avanzavano improbabili richieste (colloqui con mariti defunti, tentativi di contatto con la cognata trapassata che sicuramente sa dov’è il plico del catasto, e persino la pretesa di avere i numeri buoni del Totocalcio), la famiglia Quarta ne approfittava per nascondere piú a fondo le sue colpe. Ma oggi Filomena non è piú una bimba sperduta, e non è piú sola. Con lei ci sono le fantasime che suo malgrado è riuscita a evocare: Mary Shelley e Shirley Jackson, le regine del terrore, che si riveleranno indomite e fidate consigliere. In bilico tra la tradizione letteraria ottocentesca e l’andamento scatenato delle serie tv, Marina Pierri racconta di femminismo, legami famigliari, psicoterapia e patriarcato, sempre con intelligente leggerezza. Perché a volte basta poco per riappropriarsi di una libertà, di tutte le libertà, partendo dalla memoria e facendone un atto collettivo. Del resto, «c’è una cosa sola che desiderano le Ombre: essere viste».

Il romanzo è inoltre di prossima pubblicazione per Haymon Verlag, che ne curerà la diffusione in Austria, Germania, Svizzera e in tutti i territori di lingua tedesca.