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In Basilicata democrazia sospesa: dopo i vitalizi, referendum anche contro l’aumento delle indennità

Il Comitato promotore: “Non solo il ripristino dei vitalizi, adesso il Consiglio regionale della Basilicata aumenta le indennità dei consiglieri del 10%. Un regalo finanziato tagliando il fondo di solidarietà

Non solo il ripristino dei vitalizi: adesso il Consiglio regionale della Basilicata aumenta le indennità dei consiglieri del 10%. Un regalo finanziato tagliando il fondo di solidarietà. È una vicenda incredibile. Nel 2017 i consiglieri regionali destinarono il 10% delle proprie indennità a un fondo di utilità sociale. Adesso gli ex consiglieri si riappropriano di quei soldi con i vitalizi, e i nuovi smettono di versarli con questa nuova norma.

Sono trascorsi quindici anni dal contenimento dei costi della politica, deciso nel 2011 da Monti. Per la prima volta la politica regionale decide che è tempo di aumentarsi lo stipendio. E lo fa proprio a spese del fondo di utilità sociale, che fino a pochi giorni fa sosteneva di voler difendere.  Eliminare queste norme ingiuste è un dovere. Non basta dire che l’aumento delle indennità sarà devoluto ai collaboratori. Questa concezione medievale delle Istituzioni e del mondo del lavoro va superata: non è possibile che i soldi pubblici vadano ai consiglieri, i quali, bontà loro, li trasformano in mancette per i loro collaboratori. Piuttosto si proponga un riordino della disciplina dei collaboratori consiliari, assumendoli come personale di diretta collaborazione, tutelati come tutti i lavoratori.

Anche contro questo atto gravissimo ci attiveremo con una nuova proposta di referendum. Ed è tempo che l’Ufficio di presidenza e la Consulta statutaria si esprimano sul nostro primo quesito, adesso che è chiaro che il Consiglio regionale non ha approvato né l’abrogazione parziale dei vitalizi, né la legge sui referendum. L’abrogazione totale è possibile: la legge 40 impone precisi adempimenti amministrativi e va applicata. Il Comitato promotore Referendum