Indotto Stellantis, Melfi: “Corsi finiti, ora siamo ufficialmente disoccupati”
La voce di chi è stato ‘scaricato’ e ha fatto i corsi di formazione. “Rammarico, curriculum da inviare e lavoro che non c’è. Ci vuole ‘il calcio’ pure per fare l’operaio”
“Ora siamo ufficialmente disoccupati”. È amara la presa di coscienza per i numerosi lavoratori dell’Indotto/Logistica di San Nicola di Melfi, che hanno appena concluso la fase di formazione prevista dai bandi regionali destinati alle aree di crisi complessa. Poche parole e tono compassato. “Le attività che svolgevamo noi, ora Stellantis le fa all’interno, per altro con grande confusione, ma è andata così, hanno azzerato l’Indotto e quindi il nostro lavoro non c’è più”.
Questa la voce raccolta da un operaio della Logistica, che insieme a colleghi Lgs, Fdm, ex Zanini (e altre aziende praticamente ‘morte’), ha partecipato al corso di ‘macchine utensili e saldature’ che si è appena concluso. “Abbiamo fatto 300 ore di corso, molti di noi da ottobre 2025 sono già in Naspi, neanche più in Cassa Integrazione”, spiega. “Ma mentre fino a ieri avevamo almeno i corsi da seguire, per altro anche interessanti, e un piccolo rimborso mensile, oggi siamo ufficialmente disoccupati, con la Naspi di 18 mesi che va restringendosi col passare del tempo”. È già ora di proiettarsi in un futuro che stenta a profilarsi, all’orizzonte. “I corsi che abbiamo fatto sono difficilmente spendibili in zona, allora tra di noi chi può tenta di agganciarsi alla pensione, per tutti gli altri è il momento di mandare curriculum in giro”.
Già, e come sta andando? “Siamo ritornati al punto di partenza – sottolinea – qui anche per fare l’operaio ci vuole la raccomandazione”. Nel senso che “nell’area industriale di Melfi è tutto fermo, in Basilicata pure non si muove nulla, va molto male”. Non resterebbe che andar via, ma anche in quel caso “il calcio” serve eccome. “Se mandi un curriculum a Bologna o a Torino, c’è sempre qualcuno chè è posizionato prima, che viene scelto prima di te, quindi anche questa favola che altrove il lavoro lo trovi facile non è del tutto vera”. E ad ogni modo “poi devi viverci in quella città, e costa caro”.
Queste le incertezze e le “paure” di chi deve ripartire da zero, o comunque ripartire da un punto. “Il rammarico è vedere che hanno azzerato l’Indotto qui a Melfi quando il nostro lavoro era prezioso per Stellantis, infatti si sta vedendo come lavorano male senza di noi”. Tante recrimninazioni, un bicchiere “del tutto vuoto” e la sensazione di essere stati trattati non come operai di serie b, rispetto ai colleghi Stellantis, ma “di serie z”. Ma c’è anche poco tempo per le recriminazioni. È il momento della ricerca attiva di lavoro. Pancia a terra, resistenza. E buona fortuna!


