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La metamorfosi dell’ignoranza: dall’analfabetismo al “sapientismo”

Siamo circondati da emeriti fessi che causano danni irreparabili

L’ignoranza un tempo era mancanza di istruzione, soprattutto era una condizione di analfabetismo. Oggi, invece, è soprattutto mancanza di cultura e di conoscenze. La differenza tra il mondo dell’ignoranza dei tempi dell’Unla negli anni 50 e quello di oggi è enorme. Le persone, consapevoli di non saper leggere e scrivere, in quegli anni partecipano in massa ai corsi di alfabetizzazioni organizzati da diverse istituzioni pubbliche e private. L’ignoranza, è la base per ripartire, per costruire nuovi percorsi di vita e di lavoro dopo il disastro della guerra. Milioni di persone avvertono lo stimolo a imparare, a fidarsi degli insegnanti e di tutti coloro che “sono istruiti”. Sanno che non puoi avere un’istruzione se non sai leggere e scrivere. E così l’ignoranza si trasforma in motivazione. Questi erano gli ignoranti di una volta. Erano ignoranti, eppure avevano una cultura, quella contadina o quella popolare fatta di saperi, idee, usanze, e altre credenze magico-religiose che consentivano di avere una bussola condivisa nell’agire comunitario. Una cultura che non impediva di capire che leggere e scrivere fosse importante. Gli ignoranti di un tempo sapevano di non sapere. E coltivavano l’emancipazione.

Oggi non c’è più quella cultura e nemmeno l’ignoranza che ti apriva la mente, che ti stimolava a superarla. Oggi l’ignoranza è un’altra cosa: è l’istinto all’autoreferenzialità del sapere. È il blocco verso l’altro, il freno sulla via dell’orizzonte. È la diffidenza verso la conoscenza, diffidenza che si trasforma in nuove e vacue credenze. L’ignorante di oggi crede di sapere, insegue informazioni tossiche sulla rete, si informa nella foresta dei reel, dei tiktoker, dei sapientoni inventati dal web. Gli ignoranti di oggi non sanno di non sapere, anzi non vogliono minimamente pensarlo. E perciò non pensano, parlano, urlano. Non leggono, guardano, ma non vedono. È un’ignoranza inconsapevole che non apre spazi verso il diverso, verso l’altro. Anzi, trasforma l’altro in nemico, in uno stupido manipolato da oscuri interessi. L’esperto, seppure animato da buone intenzioni, è un essere inaffidabile. “Tu sei un medico e dunque venduto”. E se sei un biologo marino “devi spiegarmi perché l’acqua del mare non cade nel vuoto”. “Il generale Vannacci dice la verità” Quale verità? “La verità e basta”. Ben servito. “Il petrolio non inquina, è la nostra ricchezza”. E chi lo dice? “Lo dico io!”

Loro sanno tutto di economia, di politica, di scienza, di fantascienza, di psicologia, di storia eccetera, perciò non hanno alcuna intenzione di uscire dal recinto del sapere assoluto. Dogmatici, ma non sanno cosa significhi la parola dogma. Esperti, ma non sanno cosa significhi la parola esperto. Anzi, l’esperto, quello vero, è un nemico, un venditore di frottole, uno che non ha visto il video persuasivo di cui si nutre l’ignorante contemporaneo. Se la Terra è piatta è inutile insistere: l’ignorante respingerà qualunque spiegazione. Mai un dubbio, una comparazione con altre tesi. Capacità di ascolto zero. Tasso di riflessione nullo. Pensiero critico abortito. Coltivano presunzione.

Ecco la differenza. L’ignorante di una volta apriva strade inesplorate, guardava avanti, puntava a scavalcare gli ostacoli, lavorava per emanciparsi. Bene o male, aveva una cultura. L’ignorante di oggi ritiene di essere già arrivato, non si capisce dove, chiude ogni possibilità di andare oltre il suo presunto sapere esclusivo. Il dialogo, il confronto, sono scemenze: “la verità è scritta, detta, provata.” Fine della storia. Non c’è bisogno di alcuna emancipazione, loro sono già emancipati. E così il Mondo può fermarsi. Perché ormai, “l’ignoranza è la forma di conoscenza più diffusa.”

Oggi c’è molta gente istruita, ma senza cultura. E c’è ancora molta gente non istruita che crede di avere una Cultura. Tutte vittime della violenza degli algoritmi e del potere egemonico dei proprietari dei mezzi di produzione digitali. Tutte vittime di una frustrazione e di un egocentrismo che, paradossalmente, sono alimentati dalla loro ignoranza. Gli ignoranti contemporanei rendono difficile qualunque svolta rivoluzionaria verso un mondo migliore, perché il mondo migliore, naturalmente peggiore, è nella loro testa di cazzo, inseminata continuamente dai veri padroni del Mondo. Ma loro non sono in grado di capirlo. Gli ignoranti di oggi sono convinti di essere immuni dall’ignoranza.

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