Lettera aperta al Presidente della Repubblica: ci garantisca sul rispetto della Costituzione
E’ possibile che il problema sia rappresentato da chi denuncia i crimini e non da chi li commette?
Illustrissimo Signor Presidente Sergio Mattarella,
le scrivo perché, a quanto pare, per la Francia, per l’Europa e forse anche per l’Italia il problema non è più chi commette crimini contro l’umanità, ma chi li denuncia. Non è chi commette genocidio, ma chi lo denuncia. Non è l’ingiustizia ma le vittime della ingiustizia.
Mi riferisco alla richiesta della Francia, con cui Ella in rappresentanza del Popolo italiano ha firmato il Trattato del Quirinale, di rimuovere dall’incarico di Relatrice speciale ONU sui territori occupati in Palestina Francesca Albanese.
La stessa è stata colpita dalle durissime sanzioni personali dell’America di Trump e non è stata difesa dal suo Paese di origine: l’Italia.
La relatrice Albanese è accusata di antisemitismo per aver pronunciato questa frase: “Il nemico comune dell’umanità è il sistema che ha reso possibile il genocidio in Palestina, incluso il capitale finanziario che lo finanzia, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo rendono possibile. Noi ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico comune.”
Bene, anche io penso che ci sia una lobby delle armi, che ci sia chi sulle armi lucra e che ci sia un mondo malato che pensa di fare quattrini sulla tragedia di Gaza, come quello che viene denominato Board of Peace e che progetta di fare sui cadaveri di migliaia di palestinesi una riviera frequentata da ricchi epuloni. Sono per questo antisemita? No, nel modo più assoluto ma questo non mi impedisce di pensare che a Gaza sia in atto un genocidio e che, soprattutto l’Europa, per il suo comportamento di acquiescenza nei confronti di Netanyahu e del suo governo stia definitivamente perdendo quel soft power che è l’unica vera risorsa del Vecchio continente.
Signor Presidente, l’Italia e la UE rappresentano una comunità di mezzo miliardo di persone, con un passato coloniale che bisognerebbe dimenticare e che, invece, stiamo rafforzando facendoci odiare sempre più, insieme all’alleato americano, dall’altra parte del Mondo. Odio malcelato finché rappresentavamo la gran parte del PIL mondiale. Ora non è più così.
Ella ha più volte richiamato il rispetto del Diritto internazionale per le vicende della aggressione della Russia all’Ucraina. La Sua voce ha tuonato. Ma nei confronti del genocidio a Gaza abbiamo fatto fatica a sentire il Suo bisbiglio contro il governo israeliano e il suo esercito. Il nostro Paese si è fatto promotore per far dichiarare terroristi i Pasdaran, ma nulla hanno fatto l’Europa e l’Italia per fermare Israele. Questo doppiopesismo evidente non contribuirà a garantire né la pace in Europa né la sua autorevolezza morale nel Mondo. Se questo fanno le democrazie occidentali a Gaza, chi potrà mai condannare le dittature e le autocrazie?
Come Ella sa un gruppo di giuristi ha denunciato il Governo italiano e Leonardo S.p.A. presso la CPI (Corte Penale Internazionale) per aver commerciato armi con Israele. La stessa denuncia l’ha fatta la Rappresentante ONU Francesca Albanese.
Se le denunce fossero provate vorrebbe dire che questo nostro amato Paese dopo le Leggi raziali del 1939, e la complicità con i nazisti nel genocidio di ebrei e rom, sta macchiando il proprio onore ancora una volta, in modo indelebile.
Inoltre ci sarebbe una palese violazione dell’articolo 11 della Costituzione, di cui Ella è garante, e della Legge 9 luglio 1990, n. 185 art. 1 comma 6 che vieta di commerciare armi con Stati in conflitto.
Notizie di stampa affermano che il ricercato Netanyahu su mandato della CPI, nata con lo Statuto di Roma il 17 luglio 1998, voli indisturbato sui cieli italiani quando si reca negli Stati Uniti d’America.
Signor Presidente da umile cittadino di questo Paese Le chiedo cosa ci sia di vero in queste accuse. Ci rassicuri che il nostro Paese non stia commerciando in armi con Israele e che siamo fedeli esecutori dei trattati che hanno dato vita alla CPI, da noi voluti e firmati. È una risposta semplice che non ammette nessuna ambiguità: Sì o No. Ci rassicuri anche del fatto che per noi il Diritto internazionale vale sempre. Ci rassicuri che l’Italia non si stia macchiando nuovamente nella Storia di un terribile crimine: complicità in genocidio.
Spero che Ella trovi il tempo per tranquillizzare i tanti cittadini perbene che vivono in questo Paese e che ancora credono che non ci sia un diritto per i ricchi e uno per i poveri, siano essi individui o nazioni. Grato, Pietro De Sarlo


