Liste d’attesa, Latronico prenda esempio dal presidente della Puglia e consenta ai lucani di curarsi
Il consigliere regionale Vizziello (Bacc): “l’assessore alla Salute della Basilicata a quasi due anni dalla nomina non è stato ancora in grado di rendere operativo in tutto il territorio regionale un piano per accorciare i tempi di attesa per curarsi”
“Il neo presidente della Regione Puglia, fresco di insediamento, come primo atto di governo ha emanato un provvedimento diretto ad abbattere le liste d’attesa attraverso l’apertura straordinaria degli ambulatori anche di sera e nei giorni di sabato e domenica. Un comportamento, quello di De Caro, che speriamo possa essere di esempio per chi, come Latronico, a quasi due anni dalla nomina all’Assessorato alla Salute della Regione Basilicata non è stato ancora in grado di rendere operativo in tutto il territorio regionale un piano contro le liste di attesa in grado di mettere a valore tutte le risorse stanziate dal Governo Meloni per superare il problema dei problemi della sanità lucana”. E’ quanto afferma, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello.
“Appena insediatosi Antonio Decaro ha pensato bene di dedicare alle esigenze di salute dei cittadini pugliesi il primo atto del suo governo -sottolinea Vizziello- affrontando le liste d’attesa che rappresentano una vera e propria barriera di accesso ai servizi sanitari e mettono i cittadini di fronte all’alternativa secca di rinunciare alle cure o di mettere mano al portafoglio per ricevere prestazioni che il servizio sanitario eroga in tempi biblici”.
“Ampliare le fasce orarie nelle quali è possibile effettuare visite specialistiche ed accertamenti diagnostici, estendendole anche alla sera e al weekend è un passo in avanti nella direzione delle esigenze di cura dei cittadini, oltre che l’oggetto di una mozione depositata in Consiglio regionale da Basilicata Casa Comune a giugno 2024 e mai discussa- ricorda il consigliere regionale- ma questa misura deve essere attuata attraverso un piano che sia frutto di concertazione con le organizzazioni sindacali delle categorie professionali coinvolte, deve contenere una indicazione chiara delle risorse disponibili e soprattutto prevedere una applicazione in tutta la regione, non in una parte sola di essa”.
“Purtroppo, dobbiamo registrare come queste condizioni non siano state a tutt’oggi poste in essere da chi è Assessore alla Salute della Regione Basilicata da quasi due anni -conclude Vizziello- con il rischio che anche le nuove risorse stanziate dal Governo centrale, come i 143 milioni di euro previsti dalla Legge di Bilancio 2026 per accorciare i tempi di erogazione di visite mediche ed esami di laboratorio, non si traducono in reali benefici per i cittadini”


