Macroattrattori: ad Avigliano si potrà sciare tutto l’anno, ma senza neve
Il “sogno (o incubo?) trasformato in realtà” dal sindaco Mecca
Dall’altalena più alta d’Europa (Vietri di Potenza o Baragiano, ancora non è chiaro) alla pista da sci (senza neve) del monte Carmine (Avigliano), noto per la presenza di un famoso santuario mariano. La Basilicata in cerca di futuro e di un’identità, al riparo dall’incessante spopolamento, si affida a palliativi più o meno magici. E’ il caso della pista da sci, promossa qualche giorno fa, sulla pagina facebook del Comune di Avigliano, dal sindaco Giuseppe Mecca.
“Ci siamo, stiamo per trasformare un sogno in realtà – esordisce in video con granitico entusiamo il primo cittadino di Avigliano – una pista da sci proprio qui ad Avigliano che funzionerà di inverno e d’estate”. Un “grande attrattore per la nostra comunità e che verrà situato nei pressi del monte Carmine, senza nessuna interferenza col santuario e con l’importanza religiosa del nostro santuario”. E ancora: “Un macroattrattore che potrà attrarre persone anche da fuori regione e che potrà cambiare l’economia cittadina aprendola all’economia turistica”. Non una profezia ma un fatto concreto. Il sindaco, infatti, fa sapere, sempre nel video promozionale, che nei prossimi giorni “ci porterà nei luoghi e nel cuore di questo nuovo progetto”. In un’intervista a Telenorba il primo cittadino chiarisce anche i tempi. “Entro la fine del 2026” l’affidamento dei lavori e “nell’estate 2027” il macroatrattore dovrebbe vedere la luce. La pista, inoltre, apprendiamo, “sarà realizzata con moduli in plastica riciclabile che imitano la sensazione della neve fresca e sarà percorribile tutto l’anno in sci e snowboard”. E nel video in 3d proposto, in effetti, non si vede neve reale, ma uno strato di erba sintetica. Ed è così che ‘l’illusione” della neve pare vacillare in fretta, al sole dell’evidenza.
Macroattrattori da sogno. Senza nulla togliere ai progetti, alla creatività e al turismo, il futuro, in Basilicata, pare sempre più affidarsi a pie illusioni, un po’ come la neve di Avigliano. Non sarà neve vera ma una ‘imitazione’ della neve. Il punto qual è? E’ che da decenni nella nostra Lucania abbiamo assistito ad una nutrita fenomenologia di macroattrattori, alcuni dei quali appaiono, col senno di poi, scenette comiche, se non proprio ‘meme’ scollati dalla realtà che li ha generati. Come lo sbarco dei Greci sulla diga di Montecotugno (Senise). Milioni buttati per uno sbarco e un’illusione mai davvero decollata. Senise è e resta ben lontana dai fasti della Magna Grecia. La Grancia (Brindisi Montagna) ed altri progetti, inoltre, nei decenni passati, ci hanno consegnato risultati fini a se stessi. Un po’ come le mascherate dei briganti inscenate qua e là sul terriotrio. Iniziative ottime per prendere un po’ di fondi regionali ma incapaci sia di disegnare un’identità/appartenenza, figuriamoci di richiamare turisti, al di fuori del mese d’agosto.
E intanto si fugge dalla Lucania. Mentre progetti più o meno illusori servono ad attirare fondi più o meno esosi, il territorio continua a spopolarsi a velocità incontrollabile. Il presente e la storia, viaggiano più veloce dei sogni da luna park, e in assenza di opportunità concrete, si fugge dalla Basilicata. Mentre scriviamo, infatti, la popolazione effettiva sarà già scesa sotto i 520mila abitanti. Sulla carta. Già, perché in molti, in realtà, studiano o lavorano altrove ma risultano ancora residenti in Basilicata. Con Stellantis e gli scempi petroliferi che iniziano a perdere terreno, inoltre, ci si interroga sempre più sul futuro. E le ricette sembrano uscite da uno show di Crozza o di Luca e Paolo, piuttosto che rispondere a bisogni impellenti. Non ci resta che affidarsi all’altalena più alta d’Europa, che sta facendo litigare i sindaci di Vietri e Baragiano sul diritto alla primogenitura. Oppure ci tocca sciare su una pista di sci senze neve. Panetterie senza pane. Amara sintesi della Lucania che sarà. Ma l’appuntamento è solo rinviato. Al prossimo seducente macroattrattore. E’ il Pnrr, bellezza!



