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Matera, sequestrato complesso edilizio in costruzione: sei indagati
Il complesso edilizio sequestrato

L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura: diversi i reati contestati

Sei indagati e un immobile in costruzione sequestrato a Matera. Nella mattinata odierna, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Matera hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari, avente ad oggetto un complesso edilizio in corso di realizzazione nel centro di Matera, in Piazza Bianco.

Il sequestro-fa sapere in una nota il capo della Procura materana, Alessio Coccioli- è stato disposto nell’ambito di un procedimento penale nel quale risultano indagate sei persone, a vario titolo, in relazione alla progettazione, autorizzazione amministrativa e realizzazione dell’intervento edilizio. Secondo la prospettazione accusatoria recepita dal gip ai fini dell’adozione della misura cautelare reale (e dunque allo stato degli atti e con valutazione tipica della fase cautelare), l’intervento edilizio sarebbe stato eseguito sulla base di titoli abilitativi ritenuti solo apparentemente formati, poiché viziati da illegittimità macroscopiche e in contrasto con la disciplina urbanistico-edilizia di riferimento.

Il decreto richiama, in particolare, la realizzazione di lavori di edificazione del compendio immobiliare in Piazza Bianco per una volumetria complessiva di mc 11.619,20, di cui mc 9.310,15 ritenuti in assenza di valido titolo edilizio. Nel provvedimento si fa riferimento a plurime ipotesi di reato, contestate a vario titolo e in concorso tra alcuni degli indagati, tra cui: reati urbanistico-edilizi, fattispecie di falso ideologico, anche in relazione ad asseverazioni tecniche e ad atti/provvedimenti amministrativi; ulteriori contestazioni connesse alla disciplina sul procedimento amministrativo e alla rappresentazione della regolarità urbanistica nelle pratiche edilizie e nelle varianti in corso d’opera. In sintesi, il quadro indiziario valorizzato nel decreto riguarda, tra l’altro, la presunta non corretta determinazione della volumetria/superficie utile lorda (S.U.L.) delocalizzabile ai fini del rilascio del permesso di costruire e delle successive varianti, con conseguente indicazione di dati tecnici ritenuti non veritieri nelle relazioni e negli elaborati allegati alle pratiche edilizie.

Il provvedimento di sequestro richiama, in particolare, accertamenti tecnici svolti nel corso delle indagini e una consulenza tecnica disposta dal Pubblico Ministero, finalizzata alla ricostruzione della catena dei titoli edilizi e alla verifica della conformità urbanistica dell’intervento. II gip, nel disporre il sequestro, ha ritenuto sussistenti elementi sufficienti dei reati ipotizzati e ha valorizzato, sotto il profilo del rischio di aggravamento delle conseguenze delle condotte contestate, il fatto che il complesso edilizio non risulta ancora ultimato, essendo stati rilevati lavori in corso, presenza di impalcature e mancanza di rifiniture interne. Il decreto evidenzia inoltre il rischio che la libera disponibilità del bene possa aggravare o protrarre le conseguenze delle condotte contestate, anche in relazione alla possibile prosecuzione delle opere e a ulteriori compromissioni dell’assetto urbanistico-ambientale. Il provvedimento richiama anche il possibile impatto sul regolare assetto del territorio e sul carico urbanistico dell’area interessata, tenuto conto della collocazione del manufatto, della consistenza volumetrica ritenuta abusiva e della rilevanza dell’opera in termini di dimensioni e incidenza sulle infrastrutture esistenti.