Referendum giustizia: intanto voto NO, poi si vede
Ecco le mie ragioni a prescindere dalla propaganda, anche speciosa, delle parti in conflitto
Ho già scritto che questa specie di riforma Nordio della magistratura serve a nulla. I problemi restano, i cittadini subiranno comunque le storture del sistema giudiziario e continueranno ad essere vittime di una macchina che macina ingiustizia e che non ha alcun rispetto per loro. Capisco le ragioni di quei pezzi della sinistra che invitano a votare SI’. E capisco anche le ragioni degli esperti che non si scandalizzano affatto della riforma proposta, si badi bene, non dal parlamento, ma dal Governo. Nel quadro della mia autonoma riflessione ho sviluppato un pensiero critico sia nei confronti di chi parteggia per il NO sia nei confronti di chi è convinto della bontà della riforma. E questo pensiero critico ho provato a spiegarlo con un articolo politicamente scorretto di qualche giorno fa.
Detto questo, la mia personale convinzione è che sia opportuno votare NO. A prescindere dalle ragioni di merito che hanno originato una propaganda, anche speciosa, da ambe due le parti. Una propaganda che tiene ai margini tutti coloro che sicuramente non andranno a votare. Vale a dire coloro che della riforma, pro e contro, non solo non hanno capito un fico secco, ma non sanno che farsene. Ed è a loro che propongo le mie ragioni del NO e che sintetizzo in poche parole. Comunque sia, il N0 è un voto di opposizione alla destra, anche alla destra del Pd, al governo Meloni, ai centristi di comodo. Ed è anche un voto contro l’ignoto. In questa situazione di pericolosa confusione, di tattiche politiche e di scontri tra poteri non sempre chiari, meglio aggrapparsi allo status quo ed evitare modifiche costituzionali. Sarebbe preferibile evitare, nel campo della giustizia, qualunque cambiamento di cui non possiamo prevedere gli esiti e gli sviluppi.
Voterò NO, per queste ragioni. Ma ciò non significa che lo status quo mi sta bene, anzi. La macchina giudiziaria è allo sfascio sotto tutti i punti di vista. Perciò sarà necessaria una riforma vera, radicale che rimetta al centro “la giustizia uguale per tutti.” Alle prossime elezioni politiche voterò il partito o la coalizione che avrà il coraggio di proporla in campagna elettorale.


