Referendum, niente voto ai fuori sede: “negato un diritto fondamentale”
Lomuti (M5S): “Scelta politica grave e deliberata. La decisione ha un impatto significativo sulla Basilicata, una delle regioni più colpite dalla mobilità forzata per studio e lavoro”
«La bocciatura dell’emendamento sul voto ai fuori sede è una scelta politica grave e deliberata: il Governo ha deciso di limitare il diritto di voto di decine di migliaia di cittadini, colpendo in particolare giovani, studenti e lavoratori che vivono lontano dal proprio comune di residenza».
Lo dichiara Arnaldo Lomuti, commentando il voto contrario della maggioranza all’emendamento da lui presentato per consentire agli elettori temporaneamente domiciliati fuori sede di votare nel comune di domicilio.
«Il voto ai fuori sede – prosegue Lomuti – era già stato sperimentato con successo sia alle elezioni europee sia in occasione dell’ultimo referendum. Ripristinarlo sarebbe stato semplice, rapido e a costo minimo: ed è proprio questo l’obiettivo dell’emendamento che avevo presentato, volto a riattivare una procedura già esistente e pienamente funzionante. Invece la destra di governo ha scelto di affossarlo, probabilmente per timore del voto dei giovani, che secondo diversi sondaggi si orienterebbe in larga parte per il NO al referendum costituzionale sulla riforma della Magistratura».
La decisione ha un impatto significativo sulla Basilicata, una delle regioni più colpite dalla mobilità forzata per studio e lavoro. In Basilicata circa il 72 per cento degli studenti universitari studia fuori regione, un dato che colloca la regione ai vertici nazionali per “fuga” di giovani. I lucani fuori sede in Italia sono almeno 25–30 mila, tra studenti e lavoratori. Negare loro la possibilità di votare nel luogo di domicilio significa escludere una parte rilevantissima della comunità lucana dalla partecipazione democratica, colpendo in modo particolare i territori più isolati o remoti.
«Di fronte a questo diritto negato – conclude Lomuti – esiste comunque un’altra strada: accreditarsi come rappresentanti di lista o di comitato presso i seggi. In questo senso, il Movimento 5 Stelle ha già annunciato che in tutta Italia riserverà agli elettori fuori sede i posti a propria disposizione, per consentire loro di votare. È una risposta concreta a una scelta voluta del Governo, che restringe deliberatamente la partecipazione democratica che penalizza soprattutto i giovani e territori come la Basilicata».


