Referendum per l’abrogazione dei vitalizi, i promotori: “Fateci votare”
Si è svolta questa mattina a Potenza, nella Sala A del Consiglio regionale, la conferenza stampa del comitato referendario per l’abrogazione della legge regionale sui vitalizi ai consiglieri regionali della Basilicata
“La conferenza stampa – hanno spiegato i promotori – è stata indetta per fare il punto sull’iter referendario e sulle future azioni di mobilitazione. A distanza di un mese dalla nostra richiesta alla Consulta statutaria sull’ammissibilità o meno del nostro quesito referendario sull’abrogazione degli art. 16 e 17 della Legge regionale 57 del 30 dicembre 2025, non abbiamo ancora avuto risposta se non una semplice PEC che conferma di avere protocollato la richiesta. In assenza di una disciplina attuativa dell’articolo 17 dello Statuto regionale sull’esercizio del diritto referendario, riteniamo che la legge sia abrogabile del tutto in virtù delle legge regionale 40 del 21 maggio 1980, adottata per dare attuazione all’istituto, all’epoca previsto dall’art. 68 del vecchio Statuto regionale, e tuttora vigente.
Un diritto è esercitabile altrimenti non lo è. Ecco perché noi chiediamo a tutto il Consiglio regionale di adempiere agli aspetti normativi affinché si possa, quanto prima, procedere al voto. Altrimenti, siamo in presenza di un impedimento dell’esercizio democratico, di un diritto che è previsto sia dalla legge 40 del 1980 sia dall’articolo 17 dello Statuto del 2017 che, a distanza di quasi 9 anni, non sono ancora attuativi. Cancellare i vitalizi è un atto di civiltà. I vitalizi sono un privilegio insostenibile nei confronti dei lucani e delle lucane che devono lavorare 40 anni per avere diritto alla pensione, specie nel contesto attuale di grande crisi economica e sociale che sta attraversando la Basilicata.
L’iniziativa di oggi – aggiungono – è stata voluta anche per mettere in evidenza un altro elemento che reputiamo assai grave e cioè che dopo gli annunci del presidente della Regione Basilicata Vito Bardi rispetto alla modifica della norma, a distanza di settimane non vi è stato nessun atto consecutivo in tal senso, tant’è che la questione non compare in nessun ordine del giorno nella seduta del Consiglio regionale che si terrà domani.
Fino a quando non sarà esigibile il diritto al referendum in Basilicata vivremo in democrazia sospesa ed è giusto che i cittadini e le cittadine di questa regione lo sappiano. La democrazia va ripristinata e per questo non ci fermeremo. Ci devono consentire, quanto prima, di attuare tutti i regolamenti necessari per poter procedere al voto, perché crediamo sia un esercizio fondamentale non solo per abrogare i vitalizi, ma anche in futuro: quando una legge è sbagliata, i lucani, grazie allo strumento di democrazia partecipata che è il referendum, devono poter esercitare il proprio diritto a chiederne la cancellazione.
Non solo il ripristino dei vitalizi, ci batteremo – concludono – anche per cancellare la norma con cui il Consiglio regionale della Basilicata ha aumentato le indennità dei consiglieri del 10%. Un regalo finanziato tagliando il fondo di solidarietà, lo stesso che fino a pochi giorni fa sostenevano di voler difendere”.
I promotori: Michele Sannazzaro, Paolo Pesacane, Angelo Summa, Rosario Gigliotti, Ascanio Donadio, Eustachio Nicoletti, Giuseppe Ranoia, Giovanna Galeone, Gianni Rondinone, Nunzia Armento, Donato Lettieri


