Stellantis: Melfi non chiede assistenza, chiede lavoro
Oggi l’attivo dei delegati e delle delegate. Il segretario Evangelista: siamo in una fase in cui Melfi torna a muoversi, ma con ancora molte incognite
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Fim Cisl Basilicata
“Si è svolto oggi, nella sede di Potenza, l’Attivo della rappresentanza sindacale Fim Cisl di Stellantis e dell’indotto di Melfi, con la relazione di Gerardo Evangelista e l’intervento del Segretario generale della Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo.
L’incontro ha registrato una partecipazione ampia e qualificata delle delegate e dei delegati Fim Cisl, che con i loro interventi hanno contribuito in modo concreto al confronto, portando all’attenzione dell’Attivo le criticità vissute quotidianamente nei reparti e nelle aziende della filiera: carichi di lavoro, organizzazione dei turni, volumi produttivi e prospettive occupazionali. Il loro contributo ha rappresentato il valore centrale della giornata di confronto.
Nel corso dell’Attivo sono stati analizzati gli esiti del Tavolo Automotive al MIMIT e le prospettive produttive dello stabilimento Stellantis di Melfi, a partire dal graduale avvio della ripartenza previsto dal 10 febbraio, con il ritorno del terzo turno in alcuni reparti. Un segnale positivo ma ancora parziale, che non garantisce la piena saturazione dello stabilimento né dell’indotto. Senza volumi produttivi non c’è lavoro stabile: i volumi restano la vera garanzia occupazionale.
È stato inoltre richiamato l’annuncio relativo all’arrivo, nel 2028, di un ulteriore modello riconducibile a un nuovo marchio del gruppo. La prospettiva di Melfi come sito multi-marchio — più modelli, maggiore stabilità — può ridurre l’incertezza e rafforzare la capacità competitiva sui mercati.
È emersa con forza la necessità di intervenire con urgenza sull’indotto, dove persistono difficoltà legate a commesse insufficienti e incertezza occupazionale. Occorre intervenire sulle aziende prive di carichi produttivi attraverso politiche attive che non escludano percorsi di riconversione e riqualificazione. I rappresentanti sindacali della Fim Cisl non chiedono miracoli, ma responsabilità — sottolinea Evangelista. Centrale anche il monitoraggio della nuova organizzazione del lavoro, affinché la ripartenza sia sostenibile e rispettosa delle condizioni dei lavoratori.
Per Evangelista: «Questo non è un attivo di routine: siamo in una fase in cui Melfi torna a muoversi, ma con ancora molte incognite.»
La parola d’ordine emersa dai delegati è stata chiara: «Senza volumi non c’è saturazione, e senza saturazione non c’è stabilità.» «Se riparte lo stabilimento ma non riparte l’indotto, la ripartenza è incompleta.» «Il lavoro va governato, non subito.»
«Melfi non chiede assistenza, chiede lavoro. E la Fim Cisl continuerà ad esserci — nelle fabbriche, ai tavoli, accanto ai lavoratori — perché il futuro industriale di questo territorio non è negoziabile.»
Melfi deve diventare laboratorio per la produzione di auto elettriche e ibride, rafforzando il proprio ruolo industriale nel nuovo scenario della transizione automotive e individuando, attraverso una nuova strategia, ulteriori soluzioni di motorizzazione.
La Fim Cisl conferma l’impegno a proseguire il confronto con azienda e istituzioni per ottenere volumi certi, piena saturazione degli impianti, tutela dell’occupazione e rilancio dell’intera filiera automotive.
Melfi rappresenta un sito strategico per l’industria dell’auto in Italia. Difendere Melfi significa difendere lavoro, competenze e futuro industriale del territorio — e su questo non faremo passi indietro.


