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Tartufi in Basilicata: Amscil denuncia: “esami fantasma”

L’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana: “Validazione dei quiz 4 giorni prima della nomina della Commissione”

Scoppia il caso sulla regolarità degli esami per il rilascio del tesserino raccolta tartufi in Basilicata. L’Associazione Micologica Sostenitori Cultura Idnologica Lucana -Amscil, dopo un lungo braccio di ferro burocratico per l’accesso agli atti, denuncia gravi irregolarità che potrebbero portare all’annullamento della sessione d’esame dello scorso 23 dicembre.

Dalle carte ottenute dall’associazione-fa sapere l’Amscil in una nota- emerge un paradosso temporale: i 370 nuovi quiz somministrati ai candidati risultano “validati” con un verbale del 1° dicembre 2025 a firma di un singolo funzionario dell’Ufficio Foreste. Tuttavia, la Commissione d’Esame – l’unico organo collegiale che per legge ha il potere di validare i quesiti – è stata nominata ufficialmente solo il 5 dicembre 2025, ovvero quattro giorni dopo.

“Siamo di fronte a un atto di una gravità inaudita” – dichiara il presidente dell’Amscil, Antonio Pagano. “Un singolo funzionario ha esercitato poteri che la legge riserva a un organo collegiale non ancora esistente. È come se le domande di un concorso pubblico venissero decise e approvate da un impiegato prima ancora che venga nominata la commissione giudicatrice. Questo vizio di incompetenza rende l’intera procedura d’esame radicalmente nulla.”

L’Associazione contesta inoltre la composizione della Commissione, definita “blindata” dall’Ufficio Foreste. Nonostante le disponibilità fornite dalle associazioni micologiche, l’Ufficio ha proceduto escludendo i rappresentanti esterni e sostituendo il membro del Corpo Forestale dello Stato (previsto dalla Legge Regionale 35/95) con un ulteriore funzionario regionale.

“Hanno trasformato un organo di garanzia tecnica e terza in un semplice ufficio interno” – continua Pagano. “Inoltre, nonostante le nostre segnalazioni al Responsabile della Corruzione e Trasparenza (RPCT), abbiamo ricevuto risposte che definire superficiali è un eufemismo, basate su presupposti normativi errati che ignorano perfino il testo della stessa determinazione dirigenziale di nomina.”

L’Amscil ha inviato nelle scorse ore una formale diffida alla Regione Basilicata chiedendo l’annullamento in autotutela degli atti e della sessione d’esame. In assenza di un intervento immediato, l’Associazione è pronta a portare le carte in Procura e al Tar Basilicata per tutelare la trasparenza e il diritto dei cercatori di tartufi a una procedura d’esame equa e legale.

“Non permetteremo-conclude Pagano- che la gestione di una risorsa così importante per il territorio rimanga avvolta nell’opacità amministrativa. Se la Regione non annulla gli atti viziati, sarà la magistratura a dover fare chiarezza su questo corto circuito burocratico.”