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Turismo, “diffrazione dei dati”: Fiavet replica a Simonetti

“In merito all’articolo che parla di “diffrazione dei dati” e di presunta propaganda sul turismo in Basilicata, ritengo necessario fare alcune precisazioni, soprattutto sul tema dei numeri, che non possono essere trattati con superficialità o letture ideologiche”

In merito all’articolo che parla di “diffrazione dei dati” e di presunta propaganda sul turismo in Basilicata, ritengo necessario fare alcune precisazioni, soprattutto sul tema dei numeri, che non possono essere trattati con superficialità o letture ideologiche. I numeri citati non sono propaganda né una “diffrazione della realtà”. Sono dati reali, raccolti e trasmessi dagli operatori turistici, che da anni collaborano attivamente con l’APT.

Non arrivano da un ufficio chiuso in una stanza, ma da chi lavora sul territorio ogni giorno: strutture ricettive, guide, DMC, trasporti, operatori di esperienze. Chi parla di dati “costruiti” ignora – o finge di ignorare – il processo con cui quei numeri vengono generati.
Il dato della permanenza media di 1,6 giorni non è un fallimento da sbandierare, ma un punto di partenza. È una fotografia reale di una destinazione in fase di sviluppo, non di una destinazione matura. Un valore che, osservando i flussi e le dinamiche di arrivo, tenderà naturalmente a crescere nel tempo, se accompagnato da programmazione e prodotto.  I numeri non vanno letti solo per “quanto sono”, ma da dove arrivano e come arrivano.

Sostenere che i dati siano gonfiati non ha senso logico. Che interesse avrebbero gli operatori a falsarli?
Proprio quegli stessi dati servono per:
-programmare meglio,
-individuare le aree che funzionano meno e quelle che funzionano di più,
-orientare promozione, prodotti e investimenti.

Se davvero si volesse “raccontare che va sempre tutto bene”, sarebbe controproducente per chi lavora nel settore. I dati servono esattamente perché non va tutto bene ovunque, e perché le criticità vanno misurate, non negate.

C’è poi un aspetto che viene spesso ignorato nel dibattito: il turismo estero. Qui i numeri sono chiari e rilevanti. Se si parlasse esclusivamente di turismo interno, si potrebbe discutere di pendolari o lavoratori; ma quando i flussi sono internazionali, questa argomentazione semplicemente non regge.

La Basilicata non è una destinazione matura, e nessuno lo nega. È una terra ancora da scoprire, con enormi margini di crescita e molto lavoro da fare. Ma affermare che tutto sia finto o costruito a tavolino significa negare il lavoro reale di chi ogni giorno costruisce prodotto, accoglienza e filiere, spesso in condizioni difficili. I dati non sono un alibi. Sono uno strumento. E se oggi esistono, è perché APT e operatori stanno collaborando, non perché qualcuno stia facendo propaganda. Michele Martulli – Vicepresidente FIAVET Campania Basilicata