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Alimentari, prezzi in aumento in Basilicata

Cia Agricoltori: Ortofrutta sotto pressione e allarme per le famiglie lucane

I rincari dei beni alimentari iniziano a farsi sentire con crescente intensità anche in Basilicata, incidendo in modo significativo sul carrello della spesa delle famiglie lucane, con prospettive ancora più critiche in vista delle imminenti festività pasquali.

A determinare questa situazione è soprattutto l’andamento dei mercati all’ingrosso italiani, influenzati dal clima di incertezza legato alle tensioni internazionali. Secondo le analisi di settore, gli aumenti non risultano generalizzati ma selettivi, colpendo in particolare i prodotti maggiormente esposti ai costi di trasporto e alle difficoltà di approvvigionamento.

Il comparto ortofrutticolo è quello che registra gli incrementi più significativi: pomodori +31,9%, melanzane +20%, zucchine +12,7%, peperoni +6,2%. A subire i rincari sono soprattutto i prodotti legati a filiere lunghe, spesso provenienti da altre regioni del Sud Italia o dall’estero.

Alla base degli aumenti vi è l’impennata dei costi logistici, determinata dal caro carburante, oltre alla riduzione dell’offerta da Paesi come Spagna e Nord Africa, dovuta sia ai maggiori costi di trasporto sia a condizioni meteo sfavorevoli. Diversamente, restano più stabili i prezzi dei prodotti a diffusione nazionale, meno dipendenti dalla logistica.

Gli effetti sono già evidenti sugli scaffali: i prodotti tipici delle festività pasquali registrano rincari significativi, con aumenti per le uova di Pasqua tra il 6% e il 10% e prezzi che, in alcuni casi, superano i 77 euro al chilo. Più contenuti, invece, gli aumenti per le colombe pasquali.

Dal mondo agricolo l’allarme è ancora più forte. Cia-Agricoltori Italiani segnala rincari fino al 50% per il gasolio agricolo e fino al 35% per i fertilizzanti, con pesanti ripercussioni sulla produzione. L’impatto dei costi energetici e degli input tecnici è particolarmente grave per settori come la serricoltura, il comparto cerealicolo e la zootecnia da latte.

“Ci troviamo in un momento cruciale dell’anno, quello delle semine e delle lavorazioni nei campi. Questa crisi non rischia solo di fermare i trattori, ma di compromettere l’intero sistema agricolo e la sicurezza alimentare”, sottolinea Cia Agricoltori Potenza-Matera. “Gli agricoltori restano l’anello più debole della filiera, impossibilitati a trasferire i rincari sui prezzi di vendita. Produrre in perdita significa chiudere”.

Per questo, Cia ha rivolto un appello alla Regione chiedendo misure urgenti: attivazione di tavoli permanenti di monitoraggio contro le speculazioni, controlli sui rincari lungo tutta la filiera, sostegni economici ai comparti in difficoltà e un intervento straordinario del Governo e dell’Unione Europea.

“In una regione come la Basilicata, dove l’agricoltura rappresenta un pilastro economico e sociale, l’aumento dei costi si traduce in una doppia pressione: sui produttori e sui consumatori. È necessario un patto di responsabilità per evitare speculazioni e garantire equilibrio dal campo alla tavola”.

Cia Agricoltori Potenza-Matera ribadisce l’urgenza di interventi immediati per tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e la sostenibilità delle imprese agricole, scongiurando il rischio che i rincari si consolidino nei prossimi mesi con effetti strutturali sull’economia regionale.