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Breast Unit Matera, Vizziello (Bcc): piuttosto che tagli e riduzioni di risorse occorrono nuovi investimenti

“Oggi Matera è l’anello debole della Rete oncologica regionale che non funziona proprio perché 200 mila lucani residenti nella provincia di Matera incontrano difficoltà di accesso ad alcune prestazioni fondamentali del percorso di cura oncologico”

“Qualsiasi ipotesi di tagli o di riduzione di risorse che riguardino la Breast Unit di Matera incontrerà la nostra ferma e convinta avversione, perché la sanità materana è a tutt’oggi sin troppo ridimensionata e necessita solo di nuovi investimenti attraverso i quali colmare i divari che sussistono rispetto ad altre porzioni del territorio regionale, al fine di garantire a tutti i lucani l’accesso uniforme a diagnosi e terapie innovative”. E’ quanto afferma, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello in relazione al rischio di ridimensionamento della Breast Unit di Matera.

“Sulla chiusura della chirurgia senologica di Matera non mi ero ancora espresso -precisa Vizziello-“non per convenienza, ma solo perché è sempre opportuno prima capire come stanno effettivamente le cose, considerato l’apparente arretramento dell’Azienda sanitaria di Matera rispetto alle posizioni originariamente assunte”.

“Una cosa è certa -sottolinea il consigliere regionale-oggi Matera è l’anello debole della Rete oncologica regionale che non funziona proprio perché 200 mila lucani residenti nella Provincia di Matera incontrano difficoltà di accesso ad alcune prestazioni fondamentali del percorso di cura oncologico come la radioterapia, fanno pochi screening oncologici e, con riguardo al carcinoma mammario, possono contare su una Breast Unit dell’ospedale di Matera che opera sotto soglia, perché effettua un numero di mastectomie annue enormemente inferiore al valore soglia, laddove le linee guida ministeriali dicono che non c è sicurezza e qualità delle cure nei reparti di chirurgia senologica che eseguono meno di 150 mastectomie all’anno per carcinoma mammario”.

“Il primo atto di indirizzo che ho intrapreso quando sono stato eletto consigliere regionale nel 2019-ricorda Vizziello- è stato quello di proporre l’ istituzione del servizio di radioterapia al Madonna delle Grazie, indicando anche dove prendere i soldi per realizzare questa prestazione fondamentale, vale a dire una deliberazione CIPESS che attribuiva alle regioni del Sud Italia 100 milioni di euro per migliorare i servizi di radioterapia”.

“Oggi dico che occorre recuperare il rapporto virtuoso esistente tra volumi ed esiti delle prestazioni, perché solo nelle Breast Unit che fanno almeno 150 mastectomie all’anno vengono assicurati alle pazienti tassi di sopravvivenza per il tumore al seno superiori del 20 per cento di quelli che si ottengono nelle normali unità senologiche cioè, in soldoni, su cento pazienti operate e seguite in una vera Breast Unit si possono salvare fino a venti donne in più in termini di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di carcinoma mammario. Il tema della sicurezza e della qualità delle cure è dunque prioritario come, purtroppo, dimostrano alcuni episodi avversi recentemente verificatisi altrove, con riguardo ad altri interventi di alta specialità e che sono a tutt’oggi oggetto dell’attenzione mediatica nazionale”.

“Legittime e comprensibili le proteste delle associazioni delle persone che hanno ricevuto una diagnosi di tumore della mammella-sottolinea Vizziello- assolutamente ingiustificabili i commenti dei populisti di turno che nel tentativo di cavalcare una protesta nata spontaneamente, finiscono per creare solo danni”.

“L’errore madornale dell’Assessore Latronico, cui ha tentato maldestramente di porre rimedio il Dg Friolo-aggiunge-è stato quello di decretare la chiusura della chirurgia senologica di Matera sic et simpliciter, senza prevedere, come invece è possibile fare, una riqualificazione nella rete oncologica regionale della Breast Unit del Madonna delle Grazie, rendendola ad esempio un centro Hub con riguardo alla radioterapia o all’oncologia medica, discipline che hanno pari dignità rispetto alla chirurgia e che soprattutto sono altrettanto importanti nel processo di cura delle patologie oncologiche, oppure-conclude Vizziello- prevedendo investimenti in termini di personale e attrezzature attraverso le quali rendere l’unità senologica di Matera una vera Breast Unit, in grado di attrarre pazienti dai territori limitrofi, incrementare la mobilità ospedaliera attiva ed offrire alle potenziali future pazienti reali maggiori possibilità di guarigione”.