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Caro carburanti, Codacons: Governo e Parlamento intervengano subito

Il segretario Tananasi: pronto alla sciopero della fame. In dieci giorni un pieno di gasolio a +12,3 euro

Il nuovo balzo dei prezzi dei carburanti registrato negli ultimi giorni rappresenta una vera e propria emergenza nazionale e rischia di produrre un effetto tsunami sui prezzi al dettaglio dei beni di largo consumo. A lanciare l’allarme è il Codacons sulla base dei dati ufficiali diffusi dal Mimit. Secondo le analisi dell’associazione dei consumatori, in appena dieci giorni il prezzo medio del gasolio alla pompa è aumentato di oltre il 14%, passando da 1,723 euro al litro a 1,970 euro. Ciò significa che oggi un pieno di diesel costa mediamente 12,3 euro in più rispetto alla fine di febbraio, con una maggiore spesa che può arrivare a circa 296 euro annui per ogni automobilista, considerando una media di due pieni al mese.

Anche la benzina registra rincari rilevanti: nello stesso periodo il prezzo medio in modalità self è aumentato di circa il 7%, determinando una maggiore spesa di circa 5,8 euro a pieno e quasi 140 euro in più su base annua. Sul fronte dei prezzi medi regionali si registrano ulteriori ritocchi al rialzo: il gasolio in modalità self ha raggiunto una media di 2,008 euro al litro a Bolzano, 1,993 euro in Calabria, 1,990 euro in Sicilia e 1,985 euro in Valle d’Aosta.

Di fronte a questi dati interviene Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale Codacons, che chiede un intervento immediato delle istituzioni. “Il Governo e il Parlamento non possono restare a guardare mentre milioni di cittadini vengono colpiti da una nuova stangata sui carburanti – afferma Tanasi – perché l’aumento dei prezzi alla pompa si tradurrà inevitabilmente in un’ondata di rincari sui beni trasportati, con effetti pesantissimi per famiglie e imprese”.

Tanasi chiede quindi misure urgenti per ridurre il peso della tassazione sui carburanti. “Serve un intervento immediato per ridurre il peso delle accise di almeno 15 centesimi al litro – prosegue Tanasi – utilizzando il meccanismo delle accise mobili previsto dalla normativa del 2023, uno strumento che consente al Governo di intervenire rapidamente per riportare i listini ai livelli precedenti alla crisi”.

“Se non arriveranno risposte rapide e adeguate da parte delle istituzioni – avverte Tanasi – il Codacons avvierà una mobilitazione nazionale contro il caro carburanti. Personalmente sono pronto ad avviare uno sciopero della fame per denunciare una situazione che sta mettendo in ginocchio milioni di cittadini italiani”. – conclude Tanasi.