Ex Tis e Rmi, la vertenza non è chiusa
Guglielmi (Usb): Ai lavoratori tocca riprendere l’iniziativa e rivendicare i diritti acquisiti
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della coordinatrice regionale Usb Basilicata, Rosalba Guglielmi
Attualmente i lavoratori non transitati nel progetto ASA ,646 secondo le stime Arlab a gennaio 2026, sono occupati in progetti di pubblica utilità.
Legalmente i lavori di pubblica utilità sono utilizzati o quale pena sostitutiva o per i lavoratori in costanza di rapporto di lavoro, impegnati per meno del 50% nelle normali attività lavorative. Per questi ultimi i diritti fondamentali, malattia, contributi, maternità, sono già applicati e previsti dalle norme relative al rapporto di lavoro o agli ammortizzatori sociali riconosciuti (cassa integrazione, etc). Non rientra in questa casistica l’utilizzo che viene fatto attualmente dei lavoratori della platea.
La Regione Basilicata nonostante le denunce e richieste fatte dalla nostra organizzazione sindacale non si è ripiegata a cercare le soluzioni normative per l’applicazione dei sopra richiamati diritti fondamentali all’interno dei progetti di inclusione attualmente in essere né tantomeno per una stabilizzazione vera dei lavoratori: non è stata data priorità e conseguenza agli impegni presi dal presidente Bardi di aprire una interlocuzione col governo per poter applicare anche in Basilicata la normativa prevista per i tirocinanti calabresi, assunzione al di fuori dalle piante organiche e senza i vincoli assunzionali, che sono i veri ostacoli che impediscono ai comuni l’assunzione dei lavoratori che da quasi 20 anni lavorano in nero per assicurare anche servizi essenziali.
Già nella nota a verbale del 13 settembre 2024 la USB chiedeva che fosse riconosciuto anche per i lavoratori rimasti nella platea un importo annuale pro capite, pari al costo di un lavoratore transitato nel progetto ASA, per finanziare la stabilizzazione presso gli enti ,anche partendo da un progetto di inclusione lavorativa con contratti a tempo determinato nelle more dell’approvazione della normativa nazionale.
In più oggi potrebbe esserci la possibilità, a normativa invariata, di ricorrere a selezione riservata ,come già avvenuto in alcuni comuni, soprattutto nei 34 comuni sui 100 interessati, che hanno al massimo in carico 1 o 2 lavoratori tra TIS e RMI.
Nella stessa nota veniva richiesto il finanziamento per il riconoscimento di un indennizzo che costituisse in qualche modo una sorta di liquidazione per i lavoratori che a 67 anni fuoriescono dalla platea senza contributi e avendo al limite diritto all’assegno sociale o per i familiari dei lavoratori deceduti, compresa la possibilità di una sostituzione nella platea con il coniuge sopravvissuto o un figlio maggiorenne.
Alcuni lavoratori, rispetto all’assenza completa di iniziative all’interno dei comuni, stanno ripensando alla possibilità di aderire al progetto ASA, ma il bando per la riassunzione per il 2026, a differenza degli impegni verbali, non ha previsto che potesse essere esteso a tutti i componenti della Platea ,ma solo ai lavoratori che avessero già aderito al progetto stesso.
Non solo le nostre richieste aggiuntive ma anche gli accordi già raggiunti e riportati nella scheda 2MC non hanno trovato finanziamento né alcun ambito di discussione.
Si impone a questo punto un questionario generalizzato tra i lavoratori per capire, rispetto alle ipotesi già previste, dove ritengono di poter essere collocati: stabilizzazione presso gli enti; stabilizzazione presso aziende private o terzo settore; interessati alla fuoriuscita volontaria; interessati alla permanenza nei progetti di inclusione come accompagnamento alla età pensionabile.
La Usb programmerà una serie di assemblee nei comuni , partendo da quelli in cui sono impegnati più lavoratori, chiedendo anche un confronto con i sindaci interessati, per capire la reale situazione e volontà dei lavoratori e organizzare una ripresa dell’iniziativa.


