In Basilicata acqua sempre più cara
25 marzo 2026 | 13:11
A Potenza e a Matera la spesa media sostenuta dai nuclei familiari per il consumo idrico è attualmente pari a 416 euro annui, ma secondo le previsioni per il 2026 salirà a 441 euro
In Basilicata il costo dell’acqua continua a crescere, incidendo sempre di più sui bilanci delle famiglie. A Potenza e a Matera la spesa media sostenuta dai nuclei familiari per il consumo idrico è attualmente pari a 416 euro annui, ma secondo le previsioni per il 2026 salirà a 441 euro. Un aumento che si inserisce in un quadro nazionale già segnato da forti criticità strutturali e profonde disuguaglianze territoriali.
In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, il Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Mezzogiorno e Immigrazione della UIL, diretto dal segretario confederale Santo Biondo, ha analizzato le tariffe del servizio idrico nei comuni italiani, prendendo in esame gli anni 2025 e 2026 per una famiglia tipo di tre componenti con un consumo annuo di 180 metri cubi.
Dallo studio emerge che la spesa media nazionale si attesta intorno ai 500 euro annui, ma con forti differenze tra territori. In molti comuni si registrano aumenti, senza che a questi corrisponda un miglioramento della qualità del servizio.
L’acqua è il bene pubblico per eccellenza. Di conseguenza, il servizio idrico che la fornisce rappresenta uno snodo cruciale per la qualità della vita delle persone, con un impatto diretto sulla tenuta sociale, economica e ambientale del Paese. Nonostante ciò, il sistema continua a scontare ritardi strutturali, una gestione frammentata e livelli di investimento insufficienti.
Secondo i dati più recenti del Rapporto annuale di Arera (Stato dei servizi 2022, riferito al biennio 2020-2021), le perdite idriche nella rete di distribuzione raggiungono mediamente il 41,8% a livello nazionale, con picchi che arrivano al 50,8% nel Sud e nelle Isole. Allo stesso modo, le interruzioni del servizio risultano quasi nulle nel Nord (circa 0,7 ore annue), ma arrivano fino a 204 ore annue nel Mezzogiorno, a fronte di una media nazionale di 54,4 ore. Dati che evidenziano una condizione di forte criticità e disomogeneità.
In questo contesto, le tariffe assumono un ruolo centrale, perché riflettono il rapporto tra costi sostenuti dai cittadini e qualità del servizio ricevuto.
“È inaccettabile – ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo – che nel 2026 milioni di persone continuino a sostenere costi rilevanti per un servizio idrico che, in troppe realtà, è discontinuo, inefficiente o addirittura assente per periodi prolungati. Le recenti emergenze climatiche hanno messo in luce tutte le fragilità del sistema, ma le criticità sono strutturali e derivano da anni di ritardi e scarsa programmazione”.
“È inaccettabile – ha dichiarato il segretario confederale della Uil, Santo Biondo – che nel 2026 milioni di persone continuino a sostenere costi rilevanti per un servizio idrico che, in troppe realtà, è discontinuo, inefficiente o addirittura assente per periodi prolungati. Le recenti emergenze climatiche hanno messo in luce tutte le fragilità del sistema, ma le criticità sono strutturali e derivano da anni di ritardi e scarsa programmazione”.
Sul tema interviene anche il segretario generale della Uil Basilicata, Vincenzo Tortorelli: “L’aumento dei costi dell’acqua in Basilicata, a fronte di un servizio che presenta ancora troppe criticità, è motivo di forte preoccupazione. L’acqua non può essere trattata come una qualsiasi voce di spesa: è un diritto fondamentale e deve essere garantita in modo equo ed efficiente a tutti i cittadini. È necessario accelerare gli investimenti per la manutenzione e l’ammodernamento delle reti, ridurre drasticamente le perdite e assicurare continuità nell’erogazione, soprattutto nei territori del Mezzogiorno”.
“La Basilicata – prosegue Tortorelli – non può continuare a pagare il prezzo di ritardi strutturali e carenze gestionali. Serve un impegno concreto e immediato da parte delle istituzioni nazionali e regionali, a partire da una maggiore trasparenza sull’utilizzo delle risorse del PNRR e da un rafforzamento delle capacità amministrative degli enti locali”. La Uil ribadisce la necessità di un piano nazionale straordinario per il sistema idrico, con obiettivi chiari e verificabili di riduzione delle perdite, e l’introduzione di uno standard minimo di servizio da garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale.
“L’acqua – conclude Tortorelli – è un bene comune essenziale e un diritto universale: difenderla significa difendere la dignità delle persone e il futuro dei territori”.
“L’acqua – conclude Tortorelli – è un bene comune essenziale e un diritto universale: difenderla significa difendere la dignità delle persone e il futuro dei territori”.


