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“La Cultura non si fa soltanto con i buoni propositi”

Pasquale Scavone, presidente Orchestra Sinfonica 131 della Basilicata: occorre un serio approfondimento e confronto sullo stato dei fatti

La Basilicata sta vivendo un contesto culturale particolare. A nessuno infatti può sfuggire la qualificata ed abbondante offerta di
programmi, eventi, concerti, esibizioni, mostre e produzioni cinematografiche che esprimono la vivacità del tessuto culturale esistente.
Siamo una Regione che registra centinaia di Associazioni culturali, ricreative, di promozione sociale; esistono diversi albi, organismi,
comparti ed ambiti che permettono di constatarne il numero, identità, tipologia e caratterizzazione delle proposte, nei più diversi generi
e per ogni tipo di pubblico.

Disponiamo di più Albi Regionali che annoverano le Associazioni Culturali esistenti, attraverso il RUNTS poi – Registro Unico Nazionale
del Terzo Settore -, alcune hanno potuto attraverso l’acquisizione della personalità giuridica accedere a ulteriori benefici fiscali e
sostegni finanziari. Tra queste, le Orchestre Sinfoniche riconosciute dal 2022 dal Ministero Italiano della Cultura come ICO Junior, che
soltanto dopo un percorso di 6 anni, potrebbero divenire Istituzione Concertistica Orchestrale, sostenute anche dal sistema istituzionale
locale.

Assistiamo tuttavia a disattenzioni che non sostengono come andrebbe fatto, tutti gli Operatori Culturali generando così un messaggio
non coerente con lo stato dei fatti. Si corre il rischio di perdere attrattività, continuità, entusiasmo, fiducia e futuro per Chi investe nella cultura per passione, alcuni in modo del tutto liberale, impegnando quotidianamente tempo, curando le relazioni, apportando spesso anche risorse personali a sostegno della gestione e della tenuta dell’organico, occupandosi delle complesse dinamiche burocratiche che richiedono professionalità adeguate con la forte motivazione che spinge a continuare nella valorizzazione dei talenti, che altrove, è cosa nota, troverebbero migliori e più gratificanti contesti.

La Cultura musicale, per essere nel mio ambito e ruolo, in particolare quella orchestrale sinfonica dell’Associazione OS131della
Basilicata, non è ancora percepita come un’impresa vera e propria che, come tutte, richiede tempo, impegno, personale qualificato,
capacità gestionali e di sviluppo che si disegnano in base al capitale umano e finanziario, alla capacità di pianificazione, in tempi utili
e precisi del calendario e degli spazi.

Ogni espressione culturale, diverse delle quali con uno storico di esperienze oltre i confini regionali, dà voce e visibilità a patrimoni
enormi, ma non può esprimersi al meglio senza una cabina di regia comune, strutturata e riconosciuta che possa agire in sintonia con le
rappresentanze istituzionali e private, proprio per dare “spazio” e “voce” a Tutti.
La Cultura è la più alta forma di democrazia, fa parte del bene comune, partecipato e diffuso e richiede il coraggio delle azioni e non
solo di buoni propositi.

Gli spazi restano insufficienti, apprezzabili quelli che vengono messi a disposizione. Il dove esibirsi non è indifferente per un’Orchestra,
una Compagnia, un Trio o un monologo e questo resta una nota stridente tanto più che non è dato conoscere con chiarezza e dati alla
mano agli stessi Operatori del settore, dello stato di sospensione e della loro fruibilità per lavori ed interventi di messa in sicurezza o
modernizzazione certo necessari, che risalgono oramai a diversi anni lunghi e silenti. Tra questi l’Auditorium del Conservatorio “Carlo
Gesualdo da Venosa”, prestigiosa e rinomata struttura inaugurata negli anni 80, concepita e realizzata proprio per dare spazio agli
Operatori del comparto ed ospitare per la capienza significativa di circa 500 posti e l’ottima acustica, anche performance formative
professionalizzanti.

Sono di questi giorni, notizie di stampa che hanno riportato in evidenza, tra l’altro, proprio dell’annoso tema dello stato dei lavori
dell’Auditorium ed anche di messaggi social che annunciano con un “presto”, la riconsegna e la fruizione di questo importante Auditorium,
una dichiarazione ed una modalità a conferma che la Cultura in Basilicata è ancora un buon proposito e non è ancora avvertita come
bene comune, volàno di crescita e sviluppo e della concreta opportunità di trattenere i Talenti e contribuire a migliorare la qualità
della vita nel senso più allargato.

“Presto” consola senza dubbio, ma è ancora una promessa. Resta aperta la domanda, non vogliamo che aumentino le perplessità e lancio da Cittadino ancor prima che da Presidente dell’Associazione OS131 della Basilicata, una proposta a voler incontrare nei luoghi deputati gli Operatori del comparto insieme ai Rappresentanti Istituzionali per condividere un serio approfondimento e confronto sullo stato dei fatti che permetterebbe la pianificazione indispensabile delle prossime attività. Pasquale Scavone, presidente Orchestra Sinfonica 131 della Basilicata