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Nel Pd a Bernalda è “guerra civile”
Daniele Manca

“Il Commissario regionale Daniele Manca dovrebbe commissariare la sezione”

La storia sarebbe lunga da raccontare tutta. Oggi ci limitiamo a dire che in prossimità delle elezioni amministrative dell’anno scorso esponenti Dem avrebbero fatto e disfatto accordi con gli avversari politici di destra e con un potente imprenditore del luogo, ottenendo un risultato incredibile: niente lista di partito nella competizione elettorale. Cui prodest? Il Pd a Bernalda è dunque fuori gioco. Non solo, al suo interno si è aperto un vero e proprio scontro fratricida con tanto di querela di “compagni” contro compagni.

E’ il 1° maggio 2025 quando un volantino a firma “La Sinistra bernaldese che si incontra nella sede di Forum Democratico” viene distribuito dagli stessi firmatari. In prima linea Domenico Dimonte, esponente di spicco della sinistra locale e sindacalista della Cgil. Nel volantino gli autori denunciano la circostanza del mancato impegno per costruire un campo di centro sinistra che avrebbe dovuto concorrere alle elezioni e, in subordine, la creazione di una lista marcata Pd. I firmatari contestano il fatto che i dirigenti della sezione avrebbero preferito candidare un paio di esponenti del partito nella lista a trazione Fratelli d’Italia. Un’ipotesi di candidatura a sindaco riguardava una esponente dei 5 stelle che alcuni giorni dopo era già piazzata nella lista di destra. Insomma un bel pasticcio cercare una sponda in altre liste avversarie “perché – avrebbe detto il segretario di sezione – “tanto il centrosinistra è perdente”.

Alla fine della storia la competizione sarà tra due liste: una a trazione Fratelli d’Italia e l’altra legata al leghista ex sindaco e attuale consigliere regionale Domenico Tataranno. Vincerà di misura quest’ultima. Non pervenuto il centro sinistra che in questa competizione non è riuscito a presentare una lista, accadde anche nel 2019.

Quel volantino, e alcune considerazioni postate sui sociali, a Domenico Dimonte e altri è costata una querela da parte di una dirigente locale del partito nonché membro della direzione regionale. I reati contestati sono diffamazione in concorso e molestie.

Intorno alla vicenda di Bernalda emergerebbero anche alcuni retroscena che coinvolgono le elezioni amministrative a Matera, il centrosinistra e lo stesso Pd.  Improbabili scambi di appoggi elettorali tra candidati e i loro principali sostenitori. Ma su questo ci torneremo volentieri. A questo punto la domanda a Daniele Manca è: a quando il commissariamento della sezione Pd di Bernalda? Tra l’altro sarebbe stato proprio lui ha dichiarare che un partito che non presenta la lista è un partito inesistente e che chi ha distrutto il partito non può ricostruirlo.