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Sanità territoriale in Basilicata, Uil e Uil Fpl: Serve un’eccelerata

La Basilicata registra un significativo ritardo nell’attuazione della riforma prevista dal Decreto Ministeriale 77/2022

La Basilicata registra un significativo ritardo nell’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Decreto Ministeriale 77/2022, pilastro della riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale sostenuta anche dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). I dati relativi al monitoraggio del secondo semestre 2025 evidenziano una situazione particolarmente critica per la regione, che rischia di compromettere il raggiungimento degli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo. A sostenerlo i segretari generali regionali della Uil Vincenzo Tortorelli e della Uilfpl Giuseppe Verrastro.

A fronte di 19 Case della Comunità programmate, in Basilicata non risulta attiva alcuna struttura, neppure con servizi minimi. Ancora più preoccupante è il quadro relativo agli Ospedali di Comunità: dei 5 previsti, nessuno è attualmente operativo. Si tratta di numeri che collocano la regione tra le ultime in Italia per stato di avanzamento della riforma sanitaria territoriale, segnalando un blocco quasi totale nella realizzazione delle infrastrutture fondamentali per il nuovo modello di assistenza.

Le Case e gli Ospedali di Comunità – aggiungono Tortorelli e Verrastro – rappresentano elementi centrali della sanità territoriale, pensati per garantire una presa in carico più vicina ai cittadini, ridurre il ricorso agli ospedali e migliorare l’integrazione tra servizi sanitari e sociali. La loro assenza rischia quindi di compromettere l’efficacia complessiva della riforma, soprattutto in una regione caratterizzata da una forte presenza di aree interne e da una popolazione dispersa sul territorio.

L’unico dato positivo riguarda le Centrali Operative Territoriali, tutte attivate e funzionanti secondo gli standard previsti. Tuttavia, la loro piena efficacia risulta limitata senza una rete territoriale completa e operativa. Parallelamente, la Basilicata mostra buoni risultati nell’assistenza domiciliare e nelle cure palliative, con una copertura estesa dei servizi, segno della presenza di una base organizzativa solida che però non si traduce ancora in un sistema integrato.

Il quadro che emerge è quello di una sanità territoriale incompleta e squilibrata, in cui ai servizi domiciliari attivi non corrisponde un adeguato sviluppo delle strutture fisiche. Questo ritardo rischia di produrre effetti negativi sulla qualità dell’assistenza, aumentando le difficoltà di accesso ai servizi e ampliando il divario rispetto alle regioni più avanzate.

Alla luce di questi dati, per la UIL e la UIL FP appare necessario un intervento urgente per accelerare l’attuazione della riforma. È fondamentale recuperare il tempo perduto, completare le strutture previste, rafforzare il personale sanitario e garantire un’effettiva integrazione dei servizi. Solo attraverso un’azione rapida e coordinata sarà possibile assicurare ai cittadini lucani un sistema sanitario territoriale moderno, efficiente ed equo.