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Avigliano, “il sindaco ignora 234 cittadini: scaduto l’ultimatum sulla scuola nelle frazioni”

​Il Comitato: “Un silenzio inaudito. Negato il confronto su trasporti e salvaguardia dei 3 plessi scolastici”

“È scaduto l’ultimatum di dieci giorni” che un gruppo di cittadini, supportato da ben 234 firme, aveva rivolto al sindaco di Avigliano “per ottenere un incontro urgente in merito alla gestione della nuova scuola di Possidente e al futuro dei servizi scolastici nel territorio”.

Tutto ha inizio il 12 marzo 2026, -spiega il Comitato di cittadini-quando viene depositata una petizione popolare. La richiesta è chiara: affrontare l’annosa questione dei bacini d’utenza, una soluzione mai attuata che permetterebbe di ottimizzare il trasporto scolastico, risparmiare risorse pubbliche e, soprattutto, salvaguardare i tre plessi scolastici delle frazioni. Da allora, il vuoto. Nonostante i solleciti e il coinvolgimento formale del Consiglio Comunale, l’Amministrazione ha scelto la via del silenzio.

​”Non è solo una questione tecnica, è una questione di dignità istituzionale”, dichiarano i rappresentanti del Comitato. “Abbiamo raccolto 234 firme di padri, madri e cittadini che chiedono semplicemente di essere ascoltati. Ignorare una richiesta di tale portata non è solo una svista burocratica, è un atto di profonda indifferenza verso chi vive e anima le frazioni del nostro Comune.”

Al centro della protesta c’è la necessità di istituire bacini d’utenza certi. Secondo i cittadini, la mancanza di una regolamentazione chiara sta portando a una gestione inefficiente del trasporto scolastico, con costi lievitati e il rischio concreto di svuotare i piccoli plessi delle frazioni a favore di un accentramento non sempre logico. I tre plessi coinvolti non sono solo edifici, ma presidi di vitalità per il territorio: chiuderli o depotenziarli significa condannare le frazioni allo spopolamento.

“Con la scadenza dell’ultimatum, la pazienza dei firmatari è esaurita”. Il Comitato annuncia che la mobilitazione non si fermerà qui: ​”Il sindaco non può continuare a fuggire dal dialogo. Una firma è un impegno, 234 firme sono un mandato politico a cui non ci si può sottrarre. La cittadinanza merita risposte, non porte chiuse.”