Basilicata, Giunta Bardi: l’assessore Carmine Cicala si mette di traverso
Nella seduta di Giunta sul bilancio di previsione 2026-2028 e sulla legge di stabilità regionale, l’assessore all’agricoltura esprime voto contrario. L’opposizione: “è grave, fallimento politico del centrodestra”. La lettera che spiega le ragioni di Cicala
La Giunta regionale della Basilicata ha approvato il preconsuntivo dell’esercizio 2025, che comprende la Legge di Stabilità 2026 e il bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028. Si tratta di un passaggio fondamentale per la programmazione economica del territorio, maturato in un contesto complesso segnato da diverse emergenze economiche e sociali e dalla riduzione delle entrate legate al calo delle attività estrattive.
Dalla prossima settimana seguirà l’iter per l’approvazione in Consiglio. “Sotto il profilo politico, nel corso della seduta si è registrato l’unico voto contrario di Carmine Cicala. La Giunta precisa che tale posizione si configura come una scelta personale e non incide sulla coesione della maggioranza. La compattezza del governo regionale è confermata dal voto favorevole del resto dell’Esecutivo e dal sostegno espresso formalmente dai consiglieri di maggioranza, nessun gruppo escluso. Il voto contrario su una delibera fondamentale per l’azione di governo è ora oggetto di valutazione sotto il profilo delle conseguenti determinazioni politiche. La Giunta regionale conferma la propria linea di azione, orientata a garantire stabilità e capacità di programmazione in una fase che richiede coerenza e responsabilità verso i cittadini.” Sin qui un comunicato ufficiale della Giunta Regionale.
L’opposizione all’attacco: In una nota congiunta, i consiglieri di opposizione del centrosinistra nel Consiglio regionale lucana, scrivono che “il voto contrario espresso dall’assessore alle Politiche Agricole (Carmine Cicala di Fratelli d’Italia, ndr) nella seduta di Giunta sul bilancio di previsione 2026-2028 e sulla legge di stabilità regionale. “Non è solo un fatto grave: è la certificazione definitiva del fallimento politico del centrodestra alla guida della Regione Basilicata. Chiediamo con fermezza al presidente della Regione di prendere atto immediatamente della crisi politica in atto e di aprire la crisi di governo.”
Le parole e le motivazioni rese pubbliche dall’assessore – continua la nota – sono durissime e inequivocabili: assenza di confronto, metodo inadeguato, totale disattenzione verso un settore strategico come l’agricoltura. È la fotografia impietosa di una Giunta allo sbando, priva di una direzione politica e incapace di programmare il futuro. Siamo di fronte a un fatto senza precedenti su un provvedimento cardine come il bilancio regionale. Non si tratta di una divergenza tecnica, ma di una frattura politica profonda che rende evidente come questa maggioranza non sia più in grado di governare. Continuare a far finta di nulla sarebbe irresponsabile e offensivo nei confronti dei cittadini lucani. La verità è sotto gli occhi di tutti: il centrodestra è imploso.”
Carmine Cicala in una lettera indirizzata al presidente Bardi spiega le ragioni del suo voto contrario: “Le modalità con cui si è giunti alla riunione di Giunta odierna non hanno consentito un adeguato e necessario confronto sia sul piano politico sia sotto l’aspetto strettamente tecnico, sull’adozione di atti di così rilevante importanza…Nel merito, le richieste avanzate dal Dipartimento Politiche Agricole – già improntate a criteri di sostenibilitaà e riferite, in larga parte a obblighi e fabbisogni certi – non hanno trovato riscontro formale nell’impianto proposto. Tali richieste erano state ridotte… a circa 6,8 milioni di euro a valere sul bilancio corrente – pari a meno dell’8% del fabbisogno complessivo documentato del Dipartimento… nonché a 6,5 milioni di euro a valre su risorse FSC, per un totale di 13,3 milioni a fronte di un fabbisogno complessivo di circa 80 milioni. Nemmeno questarichiesta minima ha trovato accoglimento. Ritengo, pertanto, che il metodo seguito non garantisca pienamente né la condivisione delle scelte né una coerente relazione tra programmazione e concreta capacità attuativa. Il mio voto non favorevole è dunque motivato dalla necessità di riaffermare l’esigenza di un metodo di lavoro più strutturto e condiviso, condozione essenziale per assicurare efficacia, redibilità e stabilità all’azione amministrative”



