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Basilicata regione logorroica: la prevalenza delle chiacchiere
Immagine generata con l'IA

Si parla troppo, ci si parla addosso, ma i fatti sono sempre in sala di attesa

Diciamolo, in Basilicata non solo si parla troppo, ma ci si parla addosso. Siamo una regione logorroica, il che potrebbe essere un bene. Non lo è quando alle parole non seguono i fatti o quando i fatti servono a moltiplicare, inutilmente, le parole.

La regione si spopola? Ecco che tutti prendono la parola puntuali ogni volta che l’Istat ci spiega che il declino demografico cresce. Prendono la parola per dire cosa? Le stesse cose di ieri, dell’altro ieri, dell’anno scorso e dello scorso decennio. Intanto, siamo sempre al punto di partenza. Emergenza furti? Più se ne parla più l’emergenza se la ride. Siccità, alluvioni, crolli, strade franate? Apriti bocca! Tutti a ripetere la stessa giaculatoria dedicata ai medesimi episodi degli anni precedenti. Punto e a capo. Succede nulla di cui parlare? Trovano il modo di riesumare vecchie questioni perché l’astinenza dalle chiacchiere è dura da sopportare.

Sul podio delle chiacchiere molti politici regionali e nazionali di maggioranza e di opposizione. Lo fanno per “stare sul pezzo”, per “inseguire l’attualità” degli eventi. Per fornire le solite soluzioni che da decenni risolvono nulla. A seguire le organizzazioni di categoria e professionali che macinano richieste in continuazione: il presidente dell’organizzazione pinco palla chiede che la Regione intervenga di qua e di là, che la Provincia faccia questo e quello, che il Prefetto metta fine alla questione, eccetera, eccetera. Non meno logorroici tutti coloro che ad ogni piè sospinto “esprimo soddisfazione” per i 100 anni di zio Carmelo, o per i fondi approvati dal ministero, o per la medaglia conquistata dalla bocciofila del Comune La qualunque.

E poi ci sono quelli del “fortemente voluto”: la manifestazione è stata fortemente voluta dal sindaco. E se l’avesse debolmente voluta cosa sarebbe successo? E che dire di coloro che avendo scarsa dimestichezza con la cultura e con la conoscenza inseguono qualunque banalità pur di prendere la parola: “occorrono interventi strutturali”, “attuare la legge”, “intervenire immediatamente”. Tutti geniali, lo sappiamo anche noi che quando piove si bagna l’asfalto. E poi ancora quelli del gerundio: “stiamo facendo”, “stiamo provvedendo”… E quelli del futuro: “faremo”, “risolveremo”…

In tutto questo, però, diciamolo, c’è uno sfondo di ipocrisia, ma c’è anche la necessità tutta politica di esserci, ovunque e comunque, per esibire competenze e saperi che hanno ridotto la Basilicata nel modo che conosciamo.  Chissà cosa accadrebbe se valorizzassimo il silenzio, l’ascolto e la comprensione reciproca invece di fare continuamente baccano. Un po’ di saggezza, di contemplazione e di rispetto dell’udito altrui non sarebbe male.

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